Perugia2019, chiuso a Villa Umbra il corso valorizzazione beni culturali

Al tavolo, da sinistra, Alberto Naticchioni, Giuseppe Severini, Paolo Carpentieri
Al tavolo, da sinistra, Alberto Naticchioni, Giuseppe Severini, Paolo Carpentieri
Al tavolo, da sinistra, Alberto Naticchioni, Giuseppe Severini, Paolo Carpentieri

(umbriajournal.com) by Avi News PERUGIA – “I temi del mecenatismo, delle sponsorizzazioni e della partecipazione dei privati alla valorizzazione dei beni culturali, secondo il principio della sussidiarietà orizzontale, sono indispensabili in un momento in cui le risorse pubbliche scarseggiano. Da questo punto di vista, il Governo sta facendo passi importanti”. Lo ha sottolineato Paolo Carpentieri, capo dell’ufficio legislativo del ministero dei Beni e attività culturali e turismo, intervenendo al seminario ‘I beni storici, artistici e culturali come risorsa: verso la capitale europea della cultura Perugia2019 con i luoghi di san Francesco d’Assisi e dell’Umbria’ che si è svolto a Villa Umbra, a Perugia, giovedì 3 luglio. Un workshop, ultimo di una serie di sette, con il quale si è chiuso il Corso di alta formazione in valorizzazione e gestione dei beni culturali promosso dalla Scuola umbra di amministrazione pubblica, riservato ai dirigenti delle amministrazioni umbre. “Il recente decreto Art Bonus – ha quindi spiegato Carpentieri –, portando al 65 per cento il credito d’imposta per i privati che vogliono donare per i beni culturali pubblici, ha riportato l’Italia ai livelli dei paesi più avanzati d’Europa. Anche le sponsorizzazioni vanno favorite, sebbene con procedure e una programmazione ben definite e trovando un giusto equilibrio tra interesse pubblico, che non deve mai venire meno, e privato”. Ai lavori, aperti da Alberto Naticchioni, amministratore unico della Scuola umbra di amministrazione pubblica, e presieduti da Giuseppe Severini, presidente della sesta sezione giurisdizionale del Consiglio di Stato, hanno partecipato Luca Ferrucci e Giuseppe Liotta, professori, rispettivamente, di Economia e gestione delle imprese e Ingegneria informatica dell’Università degli studi di Perugia, Roberto Calari, responsabile nazionale del settore cultura di Legacoop, e Arnaldo Colasanti, direttore artistico della fondazione Perugiassisi2019. “Finalmente – ha affermato Giuseppe Severini – si apre anche in Italia la via del mecenatismo. Una strada sicuramente produttiva e che aiuterà questo paese a ritrovare nel patrimonio pubblico uno degli elementi della sua identità, capacità e forza”. “Siamo convinti – ha commentato Naticchioni – che la formazione su questi temi favorisca anche le politiche occupazionali e del lavoro. È, infatti, importante che un tesoro come i beni culturali possa trasformarsi in occupazione, soprattutto per i giovani. Con simili iniziative, vogliamo inoltre contribuire al raggiungimento dell’obiettivo di Perugia capitale della cultura”. “I benefici di questo traguardo – ha precisato Ferrucci – non sono scontati. C’è chi punta tutto nell’anno della candidatura, con una serie di eventi per attrarre turisti. Ma così la crescita economica è effimera. Perugia deve invece mettere con decisione e convinzione la cultura al centro dello sviluppo e farla diventare il locomotore per la nascita di nuove imprese hi tech e creative. Deve credere nei giovani, nell’informatica, nella multimedialità e tecnologia. Divenire capitale non deve servire solo a drenare la spesa dei turisti ma a costruire un nuovo tessuto economico”.

Al convegno sono intervenuti anche Fabrizio Bracco, assessore alla cultura della Regione Umbria, e Teresa Severini, neo nominato assessore a cultura, turismo e università del Comune di Perugia, che ha colto l’occasione per il suo primo intervento pubblico in questa nuova veste.

 

Nicola Torrini

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