PERUGIA, “SCUSA SE TI CHIAMO ARTE”

Presentazione progetto "Bue Grasso Etrusco"
Palazzo della Penna
Palazzo della Penna

(umbriajournal.com) PERUGIA – “Scusa se ti chiamo arte” è un ciclo di incontri nato dal desiderio di recuperare un rapporto tra pubblico e arte contemporanea. Per il quarto appuntamento, “Less is more”, il professore e noto architetto Andrea Dragoni analizzerà con Antonio Senatore l’evoluzione dell’architettura contemporanea: dai visionari progetti di Boullè e LeDuc fino alla nascita dei moderni Archistar, offrendo una lettura dei principali interpreti e progetti realizzati nel corso del ‘900.  Mai come adesso l’arte ha bisogno di avvicinarsi allo spettatore. Se nel corso dell’ultimo secolo, essa è diventata sempre più espressione intima dell’animo dell’artista, autoreferenziale, chiusa, lontana da tutto e da tutti, e se un certo tipo di critica ha contribuito a renderla distante e altera, ricorrendo a metafore spericolate e strabilianti iperboli, questo processo ha fatto sì che lo spettatore, un tempo destinatario privilegiato dell’opera d’arte, si sia ormai allontanato da essa al punto da sentirsene estraneo.

 

L’arte è nata per raccontare delle storie. Dai graffiti del paleolitico ai vertiginosi cicli di affresco del Rinascimento, attraverso la lettura di un messaggio più o meno codificato, più o meno istituzionalizzato, l’arte ha veicolato un significato ulteriore, dalle paure e speranze dei primi inconsapevoli artisti preoccupati di ingraziarsi le divinità della caccia, alle istanze critiche – spesso camuffate da vezzi stilistici – degli artisti più consapevoli. Ogni volta che è stata sottomessa a un certo tipo di linguaggio (politico, religioso, sociale, intimo) essa ha trovato il modo, e il tramite, per liberarsi. Si pensi alle statue dei lottatori romani ritratti con lo strigile, strumento utilizzato per raschiare via l’olio e il sangue dopo un combattimento, o alle donne comuni immortalate in pose divine dai vari Manet, Courbet e così via, come alle prostitute di Toulouse-Lautrec e Picasso; o si pensi alle feste che Veronese e Pontormo hanno mascherato da Ultime Cene e altri appuntamenti sacri. Oppure si pensi a tutto ciò che spesso viene definito arte: dalle composizioni ardite di un bravo pasticciere alle battute sferzanti di un comico o ai moti d’ingegno di un bravo designer. L’arte del passato, alla quale riconosciamo un ruolo istituzionale, è ormai lontana dal nostro sentire e vivere, mentre quella contemporanea, proprio perché tale, dovrebbe parlare la nostra stessa lingua. Eppure pare non sia così.

PROSSIMI APPUNTAMENTI Gli incontri si terranno presso  Palazzo della Penna, Centro di cultura contemporanea, Via Podiani,11  GIOVEDì 24 OTTOBRE ore 21.00 Ars gratia artis. Intervengono Moreno Barboni e Antonio Senatore L’adesso dell’arte e la sua possibile compatibilità con lo spettatore contemporaneo in migrazione verso la nuova alleanza fra udibile e visibile, verso un’arte pubblica dell’ascolto, processuale e partecipativa, che sia bene comune e non bene rifugio, reinvenzione del quotidiano e non reificazione dell’oggetto estetico.

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