Dopo due secoli ritorna opera dai Musei Vaticani a Monteluce
Il capoluogo umbro si prepara ad accogliere nuovamente uno dei capolavori più significativi del Rinascimento italiano. L’Incoronazione della Vergine, commissionata originariamente a Raffaello Sanzio e completata dai suoi discepoli Giulio Romano e Giovan Francesco Penni, farà ritorno nella città che la vide nascere dopo un’assenza durata ben due secoli.
L’evento straordinario si concretizzerà attraverso l’esposizione “L’atteso ritorno. Raffaello per Monteluce dai Musei Vaticani”, che aprirà i battenti il primo ottobre presso il Museo del Capitolo della Cattedrale di San Lorenzo, rimanendo visitabile fino al 7 gennaio 2026. Come riferito da fonti ANSA, si tratta di un momento storico per la comunità artistica perugina.
Il dipinto, realizzato originariamente per l’antica comunità monastica delle Clarisse presso Santa Maria Assunta in Monteluce – struttura la cui facciata quattrocentesca testimonia l’importanza del sito – arriva in città attraverso la preziosa partnership tra l’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve e i Musei Vaticani, attuali custodi dell’opera.
Per la prima volta nella storia, il pubblico potrà ammirare l’opera principale accompagnata dalla predella raffigurante episodi della vita mariana, dipinta da Berto di Giovanni e concessa eccezionalmente in prestito dalla Galleria Nazionale dell’Umbria. Questa combinazione offre una visione completa del progetto artistico originario.
L’esperienza museale guida i visitatori attraverso un percorso che svela le molteplici dimensioni dell’opera: dalla genialità raffaellesca all’abilità della bottega, dal mondo clausurale alla dimensione urbana, dall’evoluzione artistica alla profondità spirituale. La peculiare rappresentazione iconografica fonde magistralmente i momenti dell’Assunzione e dell’Incoronazione, creando una narrazione visiva suddivisa in due sequenze cariche di gloria, meraviglia e speranza.
La ricchezza cromatica del dipinto emerge attraverso contrasti sapienti: i toni dorati del firmamento si armonizzano con gli azzurri intensi delle formazioni nuvolose, mentre i colori vivaci delle vesti apostoliche catturano l’attenzione verso il miracolo dell’ascensione mariana. Ogni elemento testimonia la raffinata qualità della scuola raffaellesca.
Il progetto espositivo, reso possibile dal supporto economico della Fondazione Perugia, rappresenta un momento di particolare significato culturale. L’opera, che nel 1797 subì la confisca da parte delle truppe napoleoniche durante le campagne militari francesi, torna finalmente a casa dopo oltre due secoli di separazione dalla sua terra d’origine.
Gli organizzatori sottolineano come questo ritorno assuma un valore simbolico ancora più profondo nel contesto del Giubileo della Speranza, periodo che celebra la rinascita spirituale e culturale. La mostra non rappresenta solo un evento artistico, ma un vero e proprio atto di riconciliazione tra Perugia e una delle sue testimonianze rinascimentali più preziose.
La città umbra si prepara dunque a riabbracciare un pezzo fondamentale della propria identità artistica, offrendo ai cittadini e ai visitatori l’opportunità irripetibile di riscoprire un capolavoro che ha attraversato i secoli mantenendo intatta la sua forza espressiva.

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