Perugia ospita la mostra “Dorothea Lange”: 130 immagini iconiche
Perugia ospita – Dal 14 dicembre 2024 al 23 marzo 2025, Palazzo della Penna a Perugia accoglierà la mostra “Dorothea Lange”, una retrospettiva che celebra la fotografa statunitense, una delle figure più significative della fotografia documentaria del Novecento. Organizzata dal Comune di Perugia in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino e Le Macchine Celibi, la mostra si inserisce nel contesto della rinnovata vocazione del museo come “Centro per le Arti Contemporanee”.
La conferenza stampa di presentazione dell’esposizione avverrà venerdì 13 dicembre alle 11 presso Palazzo Penna. Saranno presenti la sindaca di Perugia, Vittoria Ferdinandi, il vice sindaco e assessore alla Cultura, Marco Pierini, il segretario generale di CAMERA, Carlo Spinelli, e la curatrice Monica Poggi.
Curata da Walter Guadagnini e Monica Poggi, la mostra presenta oltre 130 fotografie che ripercorrono un decennio cruciale nella carriera di Dorothea Lange. La selezione di immagini, che si concentra sugli anni ’30 e ’40, esplora i temi della Grande Depressione, della Seconda Guerra Mondiale e delle trasformazioni sociali e economiche degli Stati Uniti, eventi che hanno segnato profondamente la storia contemporanea.
Dorothea Lange è celebre per la sua capacità di cogliere la condizione umana nelle sue immagini, riuscendo a raccontare storie complesse con la forza di uno scatto. Tra le sue opere più iconiche figura “Migrant Mother” (1936), un ritratto di una madre migrante durante la Grande Depressione, che divenne simbolo della sofferenza e della resilienza di milioni di americani. La mostra di Perugia, pur non limitandosi a questa sola immagine, ne approfondisce il contesto e l’impatto storico, inserendola nel più ampio lavoro di Lange.
La scelta di Dorothea Lange come protagonista di questo progetto espositivo è parte di un processo più ampio di valorizzazione delle arti contemporanee che il Comune di Perugia sta portando avanti attraverso il museo di Palazzo Penna. La mostra vuole essere un primo passo in questo percorso, con l’intento di offrire al pubblico perugino e ai turisti una visione unica della fotografia del XX secolo, attraverso il lavoro di una delle sue figure più emblematiche.
Le fotografie in esposizione non sono solo un documento storico, ma anche un racconto emotivo di un’epoca turbolenta. Le immagini di Lange sono in grado di trasmettere la drammaticità delle situazioni che ha documentato, ma anche la dignità delle persone ritratte, un tratto distintivo del suo stile fotografico. La sua ricerca visiva si distingue per l’approccio empatico verso i soggetti, riuscendo a creare un legame intimo con chi osservava le sue fotografie.
L’esposizione si sviluppa lungo un percorso che racconta la realtà degli Stati Uniti negli anni cruciali tra il 1930 e il 1940, un periodo segnato dalla crisi economica, dalle migrazioni interne e dalla preparazione alla Seconda Guerra Mondiale. Lange, in particolare, ha documentato le difficoltà degli agricoltori, dei lavoratori migranti e delle famiglie colpite dalla povertà, con uno sguardo che non solo documenta ma anche denuncia le ingiustizie sociali e le disuguaglianze economiche.
Inoltre, la mostra di Palazzo Penna include un’accurata selezione di immagini che non solo riflettono la realtà sociale dell’epoca, ma anche l’evoluzione del linguaggio fotografico di Lange, che ha saputo evolversi rimanendo fedele alla sua visione. I curatori hanno voluto mettere in luce sia la parte più privata e introspettiva della sua produzione, sia quella più legata agli eventi pubblici, alla narrazione collettiva della storia.
La retrospettiva si inserisce quindi in un più ampio progetto di riscoperta e valorizzazione della fotografia storica, offrendo al pubblico una riflessione profonda sulla funzione della fotografia come strumento di testimonianza e cambiamento sociale. Il Comune di Perugia, attraverso questa mostra, mira a rafforzare la propria identità culturale, proponendo al pubblico un’esperienza immersiva che va ben oltre la semplice esposizione di immagini, ma che si configura come un vero e proprio viaggio nel tempo.
L’esposizione, che si avvale della collaborazione di un team di esperti, tra cui la curatrice Monica Poggi, si configura come un appuntamento imperdibile per gli appassionati di fotografia, ma anche per chi vuole approfondire le radici della fotografia sociale e documentaria.

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