Un successo annunciato cullati dalla musica di Schubert e dal tramonto
di RitaPaltracca
🎶 🌆Il quintetto di UmbriaEnsemble ha inaugurato a Perugia la rassegna 2026 de I Concerti al Tramonto con il capolavoro di Franz Schubert, unendo musica e spiritualità nel Convento di Monteripido davanti a una platea numerosa
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Perugia, 25 luglio 2026 – La stagione musicale estiva prosegue il suo cammino, ieri sera nel giardino del Convento di Monteripido a Perugia, UmbriaEnsemble ha dato il via alla nuova rassegna 2026 de I Concerti del Tramonto tanto attesi quanto partecipati. Un debutto di pieno successo in termini di affluenza, un luogo sacro carico di fascino e di bellezza. Il tramonto, la brezza estiva, le cicale, le note musicali di UmbriaEnsemble in versione quintetto hanno celebrato un nuovo inizio dal titolo “Il Suono dell’Infinito”, eseguendo il capolavoro da camera di Franz Schubert. In scena: Aleksander Kølbel e Cecilia Rossi (violini), Luca Ranieri (viola), Maria Cecilia Berioli e Ramon Bassal (violoncelli). Una unione tra musica, natura e spiritualità.
A portare i saluti dell’Amministrazione Comunale era presente l’assessore Fabrizio Croce ringraziando e augurando a tutti i presenti un buon concerto.
Subito dopo i saluti istituzionali, ha preso la parola Maria Cecilia Berioli nonché direttore artistico di UmbriaEnsemble. La musicista ha voluto ringraziare il folto pubblico presente, esprimendo un riconoscimento speciale alla fraternità religiosa di Monteripido che gestisce la struttura. I frati hanno infatti compiuto uno sforzo logistico straordinario per consentire il regolare svolgimento del concerto, fino a pochissimi giorni prima l’area era occupata da un esteso cantiere edile per lavori di ristrutturazione. La parziale riduzione e messa in sicurezza dei lavori ha permesso di recuperare uno spazio molto più ampio, garantendo una capienza idonea per accogliere gli spettatori. Inoltre ha sottolineato come questo gesto rappresenti un grande segno di accoglienza, prontamente ricambiato attraverso la musica e la partecipazione calorosa un segno di volontà per dare vita a iniziative uniche dove il complesso conventuale rappresenta una sede straordinaria per questo genere di incontri.
Inoltre sono stati illustrati i criteri che hanno guidato la selezione dei brani per l’edizione corrente. Il filo conduttore di UmbriaEnsemble di quest’anno segue da vicino il calendario dei festeggiamenti francescani, riletto attraverso una sensibilità laica e artistica. L’edizione 2026 coincide infatti con le celebrazioni per il centenario del Transito Francescano, questa ricorrenza trova un parallelismo perfetto con il calare del sole, un momento in cui la luce muore per poi rinascere costantemente in un ciclo continuo di nuova vita. Parallelamente, UmbriaEnsemble festeggia i suoi primi quindici anni di attività professionale, iniziata nel 2011. Un piccolo gioco matematico ha portato a calcolare i quindici anni di storia invitando cinque diversi artisti per ognuno dei tre appuntamenti complessivi sia Tramonto che di Alba per l’intera rassegna estiva.
Ma, la motivazione culturale ed estetica della scelta dei brani scava in profondità nella storia della musica. Il programma prevede l’esecuzione di opere che hanno rappresentato il vero e proprio testamento spirituale dei rispettivi autori.
Nel primo concerto è caduta sul Quintetto in do maggiore di Franz Schubert, un’opera monumentale composta dal musicista in punto di morte. Schubert, compose le note mentre si trovava allettato a causa della febbre tifoide, che lo portò prematura scomparsa alla giovanissima età di trentuno anni. La straordinarietà del pezzo risiede nel fatto che, nonostante sia stato concepito in un momento drammatico segnato da deliri e allucinazioni, la partitura non contiene alcun elemento cupo, lugubre o malinconico. Al contrario, l’opera trasmette un messaggio prezioso di rinascita. Il lavoro presenta dimensioni strutturali molto ampie e un’architettura interna dei pensieri estremamente vasta, caratterizzata da tempi distesi che sembrano guardare a orizzonti lontani quasi ultraterreni. Una delle componenti come “L’Adagio” si distingue per sonorità rarefatte che evocano l’armonia delle sfere celesti, mentre il terzo movimento “Lo Scherzo” riproduce il tipico richiamo dei corni da caccia viennesi che si praticavano a Vienna in quel periodo. L’atto conclusivo, invece, si inserisce perfettamente nella tradizione mitteleuropea dell’epoca, accogliendo quegli accenti e ritmi di danze ungheresi che sarebbero poi stati amati e ripresi anche da Johannes Brahms. Il capolavoro di Schubert non è un addio ma una lode alla vita gioiosa all’esistenza riflettendo una grandissima armonia e un senso di serenità.
Al termine della performance, i musicisti sul palco hanno voluto fare una sorpresa al collega Luca Ranieri, che festeggiava il proprio compleanno, eseguendo una speciale versione della celebre melodia di auguri. Dopo il bis, la formazione ha salutato il pubblico dando appuntamento a venerdì prossimo per il secondo concerto della rassegna al tramonto.









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