Stefano Bollani a Umbria Jazz ha ricordato Chick Corea, il genio che non c’è più
Avrebbero dovuto suonare insieme questa sera all’Arena Santa Giuliana se Chick non fosse morto. E così Stefano Bollani è tornato a Umbria Jazz, da solo e senza Chick Corea, che ci ha lasciato nel febbraio di quest’anno. Stefano Bollani con la formula del piano solo ha reso omaggio al genio che non c’è più.
| Ha ricordato che il suo primo approccio con Corea è stato da bambino, “sono cresciuto a pane e Chick”, ha ricordato, il Folletto del pianoforte, anche l’Elektric band di Corea e di quanto questa possa averlo influenzato.
Il bello di Bollani è che, ultimamente – vuoi per maturità vuoi per le grandi collaborazioni che ha avuto -, non annoia mai. Chiudere gli occhi e viaggiare sulle ali dei ricordi, tra tonalità maggiori, minori…non è banale. Il pedale monotonale non manca mai a ricordarci quanto le sue sonorità siano anche mediterranee. Gioca, intrattiene…fa ridere, diverte si diverte e poi si siede sulla panchetta e comincia un vero e proprio volteggio vorticoso fatto di “refrain” improvvisi, di “citazioni” incurante del fatto che, magari, il brano iniziale fosse tutt’altro. |
Dire che Stefano Bollani è un musicista eclettico è poco. Anche classificarlo semplicemente come un musicista è riduttivo, perché scorrendo i tratti principali del suo percorso artistico al fare musica bisogna aggiungere che ha scritto libri, condotto trasmissioni alla radio (con David Riondino) e alla televisione (anche con Renzo Arbore, e in questi giorni nel programma di Rai3 Via dei matti numero 0), lavorato in teatro (con Claudio Bisio, Maurizio Crozza, Lella Costa, Valentina Cenni). Musicalmente parlando, Bollani ha prodotto una incredibile varietà di situazioni, oltre al piano solo (con cui ha inciso tre dischi). Bollani con Corea è stato protagonista di un duo pianistico sia nell’edizione estiva di Umbria Jazz a Perugia che in quella invernale a Orvieto, dove registrarono un disco live per ECM.
E’ salito sul palco dell’arena santa Giuliana con il suo umorismo di sempre ricordando quel maestro e i momenti trascorsi con lui, quando i loro pianoforti a corda s’incontravano faccia a faccia, regalando note e immagini oniriche senza tempo. Immagini che abbiamo visto tante volte a Umbria Jazz. I due artisti suonarono insieme per l’ultima volta a Umbria Jazz nel 2016.
Tra le tante collaborazioni di Bollani ricordiamo il duo pianistico con Chick Corea, ma anche, alcuni anni fa, con Martial Solal a Orvieto, il trio “danese” con Jesper Bodilsen e Morten Lund, Napoli Trip, l’Orchestra del Titanic, collaborazioni con Bill Frisell, Richard Galliano, Gato Barbieri, Lee Konitz, la lunga partnership con Enrico Rava, lo spettacolo “Abbassa la tua radio” (omaggio alla canzone italiana anni ‘30 e ‘40), un progetto su Frank Zappa, il disco “Arrivano gli Alieni” con cui ha esordito come cantautore.
E molto altro, dalle collaborazioni con alcuni dei più intrepidi sperimentatori “di frontiera” (Hector Zazou, Giovanni Sollima, Elliot Sharp) alle incursioni nel mondo della canzone (Elio e le Storie Tese, Samuele Bersani, Daniele Silvestri, Massimo Ranieri, Johnny Dorelli, Luciano Pavarotti, Andrea Bocelli, Bandabardò, Irene Grandi).
Una sottolineatura meritano, da un lato, l’attività con orchestre classiche e illustri direttori come Daniel Harding, Zubin Mehta, Riccardo Chailly; dall’altro, le sue passioni brasiliane che hanno prodotto prima “Carioca”, poi “Que Bom”, e collaborazioni con Caetano Veloso, Egberto Gismonti, Chico Buarque, Hamilton de Holanda, João Bosco. La sua ultima uscita discografica è un album orchestrale, “El Chakracanta/Live in Buenos Aires”, registrato dal vivo in Argentina.







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