Noa sarà a Terni a Visioninmusica, concerto il 28 giugno all’Anfiteatro Romano

Noa sarà a Terni a Visioninmusica, concerto il 28 giugno all’Anfiteatro Romano

Noa è un’artista che non avrebbe bisogno di presentazioni: con la sua voce è protagonista internazionale e interprete unica, in continua ricerca e capace di evolversi in ogni nuovo progetto, mantenendo però sempre il suo tratto distintivo profondo, elegante e raffinato. Noa sarà a Terni martedì 28 giugno alle ore 21 all’anfiteatro romano, nel all’ambito di Visioninmusica.

L’artista celebrerà i 30 anni della sua carriera internazionale, partita dall’Italia proprio nel 1992, Noa si presenta in trio con Gil Dor alla chitarra, Omri Abramov al basso (e sassofono) e Gadi Seri alle percussioni, per un tour di concerti che si snoda inevitabilmente come un viaggio tra passato e presente, dagli ultimi albums ”Letters to Bach” e ”Afterallogy” agli indimenticabili successi della sua carriera, a partire dal disco “Noa” prodotto da Pat Metheny nel 1994.

La musica di Noa riesce ad andare oltre i confini di genere musicale e linguistici, trasmettendo emozioni che arrivano al cuore.

Cresciuta tra Yemen, Israele e Stati Uniti, Achinoam Nini – in arte Noa – è una cantautrice, poetessa, compositrice, percussionista, attivista e madre di tre bambini.

Insieme al suo storico collaboratore musicale Gil Dor, cofondatore della Rimon School of Music, Noa ha pubblicato quindici album e si è esibita in contesti straordinari come la Carnegie Hall e la Casa Bianca, oltre ad aver cantato al cospetto degli ultimi tre papi. Cresciuta artisticamente sotto la guida di Pat Metheny e Quincy Jones, ha condiviso il palco con moltissimi altri straordinari artisti, tra cui Stevie Wonder, Andrea Bocelli e Sting. Oltre che per la sua prolifica attività musicale, Noa è nota anche per essere fondamentale sostenitrice culturale del dialogo e della convivenza in Israele.

Insieme a Gil Dor ha realizzato anche l’ultimo album dal titolo apparentemente criptico Afterallogy. Un titolo che una volta decifrato (si tratta di un neologismo di Gil, dall’espressione inglese after all – dopotutto, oltre che un omaggio per assonanza ad Orinthology di Charlie Parker) ci cala nel senso di questa produzione, incisa nello studio personale di Noa durante i mesi della chiusura. Un album intimo, per voce e chitarra, che mette insieme una selezione di jazz standard amati da i due artisti – oltre ad alcuni pezzi originali – interpretati ed arrangiati nella loro personalissima maniera, ricca di improvvisazioni su una sofisticata base armonica. Dopo tutto quanto si è detto e fatto, dopo questa terribile crisi pandemica, dopo una carriera trentennale, dopo centinaia di concerti, cosa rimane? si chiedono i due protagonisti. In Afterallogy c’è la risposta: l’ammirazione per la musica, l’amore per l’umanità, la considerazione del valore dell’amicizia e del legame professionale, la curiosità e la passione.

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