Musica alla Scarzuola, con UmbriaEnsemble

SCARZUOLA(umbriajournal.com) PERUGIA – Un Viaggio in musica attraverso l’ou-topos del sogno di Tomaso Buzzi, tra “echi di molto passato e note dell’avvenire”. Sabato 10 Maggio, dalle ore 17, l’esperienza della città ideale, “antologia in pietra” realizzata dall’architetto milanese nell’arco di venti anni intorno alla metà del secolo scorso, si realizza nella sua più autentica essenza, quella di amplificare attraverso la Musica le proprie vibrazioni energetiche. A cura di UmbriaEnsemble, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di Montegabbione, “La Musica della Scarzuola” si propone come un’esperienza originale e di autentico valore culturale, artistico ed emotivo. Il percorso simbolico che è all’origine della progettazione della città ideale di Buzzi, e che vive in ogni sua costruzione, emblema della nostra memoria storica così come dei modelli archetipici umani, viene interpretato, esaltato ed elaborato dal programma musicale che il Quartetto d’Archi di UmbriaEnsemble (Angelo Cicillini, violino; Angelo De Domenico, violino; Luca Ranieri, viola; M. Cecilia Berioli, violoncello) ha selezionato per questa occasione.

Un “prologo”, un tema con variazioni, metafora delle infinite possibilità che fioriscono da un unico spunto tematico, accoglie il pubblico sotto le logge della Chiesa francescana, memoria medievale del soggiorno e delle opere del Santo di Assisi nel luogo dove si costruì una capanna con la “Scarza”, erba palustre tipica della zona.

Il viaggio simbolico prosegue poi nel “Teatrum Mundi”, dove l’ordine e le simmetrie evocate dai monumenti simbolo della cultura classica si offrono come ideali quinte sceniche per le Musiche di Autori classici come Pachelbel, Haydn, Mozart e Rossini. Classicismo che rivela il suo opposto, ovvero la sua alterità complementare, anche spazialmente: al di là dell’”Occhio di Atteone” la stessa prospettiva si trasforma nei riflessi del “Teatro dell’Acqua”, con le Musiche di Verdi, Mascagni, Dvòrak e Ravel ad evocare quanto, oltre la definizione oggettiva delle linee definite, le “vibrazioni energetiche” dell’ou-topos buzziano trasportano in uno spazio dalla prospettiva aperta, metafora del viaggio interiore di ciascun individuo. Lo spettacolo è dedicato alla memoria di Stefano Bottini, grande Artista ed insuperato ritrattista e commentatore fotografico della Scarzuola.

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