La signora del jazz, sold out alla Sala Podiani per il “piano solo” di Rita Marcotulli

La signora del jazz, sold out alla Sala Podiani per il “piano solo” di Rita Marcotulli

di Antonella Valoroso
“Faccio jazz perché mi piace improvvisare, ma la bella musica mi piace tutta”. Esordisce così Rita Marcotulli alla Sala Podiani, il più intimo e raccolto tra gli spazi di questa ricchissima edizione numero 50 di UJ, il luogo in cui i cellulari restano rigorosamente spenti senza bisogno di custodie sigillanti.

La signora del jazz si accomoda al piano e inizia a suonare. Propone brani di sua composizione, come “The Way It Is”, ma rende soprattutto omaggio agli autori che le sono cari: George Gershwin (“I’m Thru With Love”), Pino Daniele (“Terra mia”) e Nino Rota (“La dolce vita”).

In sala c’è un pubblico decisamente internazionale che trattiene il fiato per assaporare fino all’ultima nota. Non nasconde l’emozione, lady Rita Marcotulli e ricorda quando trent’anni fa faceva la traduttrice per i maestri della Berklee School. Poi ricomincia con la splendida melodia di “I Think It’s Going to Rain” di Randy Newman.

Si diverte a spiegare al pubblico la genesi del brano “Antoine Doinel”, un omaggio al François Truffaut di “Baci rubati” frutto di un singolarissimo esperimento: realizzare una trasposizione ritmica dei nomi dei protagonisti della pellicola del maestro francese della Nouvelle Vague -Antoine Doinel e Christine Darbon- prima in alfabeto Morse e poi in musica. Il risultato è un brano il cui andamento ricorda alcuni standard jazz resi famosi da Thelonious Monk e John Coltrane.

L’ora di “piano solo” si consuma fin troppo in fretta, ma c’è tempo per un bis. La signora del Jazz lascia la sala, ma la sua musica continua a riecheggiare tra i poster che raccontano cinquant’anni di grande jazz in Umbria.

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