Al Jarreau e Mario Biondi chiudono la 41esima edizione di Umbria Jazz

E' morto Al Jarreau, un grande amico di Umbria Jazz

di Luana Pioppi
PERUGIA – La grande voce del cantante statunitense Al Jarreau e dell’italiano soul man Mario Biondi ad Umbria Jazz. È affidata a loro due la chiusura della 41esima edizione della manifestazione nel main stage dell’Arena Santa Giuliana. Quasi quattro ore di pura musica e magia.

Ad aprire la serata un omaggio a «un amico, a un musicista, a un’anima gemella». È “My old friend”, il nuovo disco che Alwyn Lopez Jarrea, in arte Al Jarreau, dedica a George Duke. Ritorna a Perugia una delle più belle e funambole voci della musica mondiale. Il cantante statunitense, classe 1940, di Grammy al suo talento ne ha vinti addirittura cinque, ed in tre categorie diverse (jazz, pop e r&b), praticamente un primato.

A Perugia, come detto, Al Jarreau tributa un omaggio al grande amico di sempre, il celeberrimo tastierista, compositore e produttore George Duke, scomparso nel 2013. Si tratta di un vero concept-album, che annovera una rosa di ospiti a dir poco impressionante: Gerald Albright, Dianne Reeves, Marcus Miller, Lalah Hathaway, Jeffrey Osborne, Kelly Price, Dr. John e – in una performance tutta speciale – anche lo stesso Duke, in una registrazione in cui appare anche Boney James. Prodotto da John Burk, Stanley Clarke, Marcus Miller e Boney James, l’album – nelle intenzioni di un Jarreau qui in forma strepitosa – intende riprendere la musica di George Duke per una vera festa in onore di un infaticabile e indimenticabile protagonista della great black music. Ma non solo.

Al Jarreau esegue anche vecchi successi come “Better than anythink” di David “Buck” Wheat e William Loughborough, “Mas que nada” di Sergio Mendes e “Take five” di Dave Brubeck. Ad un certo punto, durante la sua esibizione, sale sul palco anche Mario Biondi per duettare in uno dei suoi pezzi. E, a fine canzone, il soul man italiano bacia la mano del “maestro”.

Alla fine Al Jarreau ha conquistato il pubblico presente con la sua bravura e simpatia. L’artista 74enne spesso ha detto qualche parola tra l’esecuzione di un brano all’altro.

Dopo un’ora e mezza di concerto ed un bis, Al Jarreau lascia il palco dell’Arena e al suo posto sale Mario Biondi. Circa due ore di spettacolo dove Mario Ranno – questo è  il suo vero nome – esegue alcuni brani più recenti, come il suo nuovo singolo “Deep Space”, ed altri diventati un successo come “What Have You Done to Me”. Biondi, al suo secondo anno consecutivo ad Umbria Jazz, è accompagnato dagli “Italian Jazz Players”, la sua storica band che ha visto al suo interno anche l’inserimento di nuovi elementi. La sua voce, unica e sensuale, vicina a Barry White, Isaac Hayes e Lou Rawls, lo ha consacrato a nuovo soul man italiano. E a Perugia, ancora una volta, ha dimostrato che è un titolo che si è meritato.

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