Il festival Lanterna Magica porta Bonnie “Prince” Billy al San Francesco al Prato

Martedì 21 maggio a Perugia l'atteso concerto del grande songwriter statunitense, aperto dall'esibizione in acustico di Agostino Tilotta, chitarra elettrica di Uzeda e di Bellini. Venerdì 24 maggio, al Cinema Metropolis di Umbertide, alle 21.30 Al Doum & The Faryds, ensemble milanese che unisce principalmente l’afro e il jazz modale con il rock e la psichedelia

Il festival Lanterna Magica porta Bonnie “Prince” Billy

Il festival Lanterna Magica porta Bonnie “Prince” Billy al San Francesco al Prato

Folk, afro e jazz: prosegue con due grandi appuntamenti musicali a Perugia (martedì 21 maggio, all’Auditorium San Francesco al Prato) e Umbertide (venerdì 24 maggio, al Cinema Metropolis) la rassegna Lanterna Magica, promossa dall’associazione umbertidese Effetto Cinema e realizzata con il sostegno dei Fondi PR – FESR 2021-2027 – Priorità 1 – OS 1.3. – Azione 1.3.4. Bando per il sostegno di progetti nel settore dello spettacolo dal vivo – anno 2023. Il festival – che proseguirà fino a settembre con una serie di concerti ed eventi in Altotevere e a Perugia – porterà sui palchi e sugli schermi dei cinema performance musicali e multimediali.

Martedì 21 maggio, alle 21, è atteso sul palco dell’auditorium San Francesco al Prato a Perugia il grande cantautore americano Bonnie “Prince” Billy – al secolo Will Oldham –, uno dei più rappresentativi songwriter della scena internazionale emersa dagli anni Novanta. Dedito tanto a un folk scarnificato quanto a un alt-country obliquo, nel 2000 ha anche ricevuto il suggello di Johnny Cash, che ha incluso nel suo American III: Solitary Man la sua drammatica I See A Darkness. Prima del concerto di Oldham ci sarà spazio anche per un’esibizione in acustico di Agostino Tilotta, chitarra elettrica di Uzeda e di Bellini.

Venerdì 24 maggio Lanterna Magica giocherà in casa, al Cinema Metropolis di Umbertide, con il concerto alle 21.30 di Al Doum & The Faryds. Ensemble musicale nato a Milano nel 2010, la band – quasi un’orchestra tra batteria, percussioni e sezione fiati – unisce principalmente l’afro e il jazz modale con il rock e la psichedelia, utilizzando strumenti etnici per la realizzazione di timbri sonori originali e inaspettati. Il risultato è un suono in cui le energie musicali trasportano la mente ad un più profondo ed espanso stato di coscienza.

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