L’Isuc riprende l’attività, un nuovo programma con le Università e istituzione privata

L'Isuc riprende l'attività, un nuovo programma con le Università e istituzione privata

L’Isuc riprende l’attività, un nuovo programma con le Università e istituzione privata

“L’Istituto per la storia dell’Umbria contemporanea (Isuc) riprende l’attività sulla base del nuovo programma e del nuovo bilancio 2022-24 superando i problemi di organizzazione interna e gestionale”. Lo ha annunciato il presidente dell’Istituto, Alberto Stramaccioni, durante un incontro con la stampa.

Un’attività del “nuovo Isuc” che riparte quindi, dopo la gestione commissariale dal 2019 al 2021 e l’approvazione della nuova legge regionale, grazie a tre convenzioni con altrettante istituzioni pubbliche (Università degli Studi di Perugia e Università per Stranieri) e private (da individuare ancora sulla base di un avviso esplorativo pubblico in corso con scadenza il 28 luglio) che saranno attivate a partire dal primo settembre.

“Saranno accordi annuali e prorogabili per il secondo e terzo anno – ha spiegato Stramaccioni – e la strada che si apre è quella degli assegni di ricerca che noi finanzieremo con i ricercatori che potranno così lavorare ai nostri progetti insieme alle università. Non che prima non ci fosse, ma ora inizia a muoversi un rapporto privilegiato con le due università istituzionalizzandolo a qualificare ed ampliare l” area della ricerca storica sull’Umbria contemporanea così come a garantire e migliorare i servizi utili ai cittadini e studiosi per la divulgazione e la conoscenza storica”.

L’Isuc e l’ateneo perugino, sulla base di questo macro-programma, lavoreranno per realizzare ricerche e pubblicazioni riguardanti il tema “Le classi dirigenti dell’Umbria tra fascismo e repubblica (1922-1970), mentre con la Stranieri si realizzeranno ricerche e studi sul tema “Storia dell’imprenditoria umbra tra Ottocento e Novecento”.

Con l’istituzione culturale privata non ancora selezionata, l’Isuc attiverà due diverse ricerche storiche: “La presenza politico-militare dell’esercito anglo-americano in Umbria tra il 1944 e il 1946” e “Le cronache politiche e culturali a Perugia dall’Unità d’Italia alla prima guerra mondiale”. Oltre ai nuovi studiosi che saranno selezionati grazie all’attivazione di questi specifici assegni di ricerca, per Stramaccioni comunque “andrebbe recuperata anche l’esperienza di quelli che hanno collaborato qua per molti anni”.

La nuova fase della ricerca storica dell’Isuc, istituto nato nel 1974, arriva quindi a seguito delle decisioni assunte dall’Assemblea dei soci istituzionali e privati che il 20 luglio scorso ha approvato programma e bilancio preventivo presentati dal presidente e dai membri del Comitato tecnico scientifico (Costanza Bondi, Jacopo Caucci, Alba Cavicchi, Massimiliano Presciutti) eletti dall’ottobre 2021. Il tutto sulla base delle disponibilità finanziarie riconfermate dall’Assemblea legislativa dell’Umbria (123.000 euro annui).

“Noi abbiamo autonomia scientifica – ha sottolineato Stramaccioni – ma dal punto di vista dell’attività gestionale no. Gli uffici della Regione ci hanno supportato e sostenuto e così oggi siamo nelle condizioni di ripartire nella maniera giusta e nuova”.

Oltre alla ricerca storica sull’Umbria contemporanea – è stato evidenziato – riprenderà l’insieme delle attività svolte nei decenni precedenti (iniziative a sostegno del calendario civile, assistenza a studiosi, attività editoriale e didattica, eccetera), compreso il potenziamento del sito internet e la realizzazione di una rivista cartacea con periodicità semestrale. /Fonte: Agenzia Nazionale Stampa Associata

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