Le creature di Prometeo-Le creature di Capucci, stupore e meraviglia a Spoleto

 
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Photo-Cristiano-Minichiello/AGF 28/08/2020 63 Festival dei 2 Mondi di Spoleto. Piazza Duomo

Le creature di Prometeo-Le creature di Capucci, stupore e meraviglia a Spoleto

Un formidabile incontro tra le arti, celebrando il genio creativo di due storici protagonisti distanti nel tempo quanto vicini nell’estro. E’ Le creature di Prometeo / Le creature di Capucci andato in scena ieri sera la Festival dei Due mondi Spoleto che ha letteralmente stregato piazza Duomo.

Da un lato Ludwig van Beethoven con la sua unica partitura a destinazione coreutica: il balletto in due atti Le Creature di Prometeo (Die Geschöpfe des Prometheus) op. 43, commissionato dal Teatro Imperiale di Vienna per le coreografie di Salvatore Viganò, che debuttò al Burgtheater nel 1801. Dall’altro Roberto Capucci, maestro dell’alta moda internazionale, innovatore di stile capace di far dialogare gli abiti con la natura, l’arte e l’architettura, qui protagonista con una serie di bozzetti dal forte impatto visivo, da poco esposti nella mostra “Capucci Dionisiaco.

I due processi artistici si incontrano in questa occasione nella loro natura indipendente, distanti nella storia e nella fonte ispiratrice: linee parallele che si intersecano nello spazio scenico in un insolito connubio da cui nascono nuove possibilità e visioni. I due mondi si ritrovano in una dimensione metaforica: quella della potenza musicale ispirata alla mitologia – come rappresentazione degli archetipi che plasmano la psiche umana – e quella di creature “altre” che come effluvi appaiono per poi sparire nell’immaginario onirico attingendo alla stessa matrice archetipica.

Prometeo, titano antico e ribelle, ladro di scintille e dispensatore di fuoco: un mito lontano che racconta di un’umanità in costruzione, destinata alla civiltà e al progresso attraverso i doni divini dell’amore e della bellezza. Furono proprio gli “uomini di Prometeo” al centro dell’ispirazione di Salvatore Viganò, celebre coreografo italiano impegnato all’inizio del diciannovesimo secolo nella messa in scena del balletto Le creature di Prometeo con le musiche originali di Ludwig van Beethoven. L’argomento riprendeva per l’appunto la favola classica di Prometeo “nobile spirito che, trovati gli uomini del suo tempo in uno stato di ignoranza, li affinò nelle scienze e nelle arti e li ammaestrò nei costumi”.

Sul piano musicale, Beethoven, seguì con fedeltà l´originale traccia indicata da Viganò (16 episodi a cui si aggiunge la nota Ouverture e un’Introduzione); non solo, riuscì ad animare i drappeggi del candido quadro neoclassico con una strumentazione di ardita raffinatezza e generosa di elementi concertanti.

Nel 2020, la Fondazione Carlo Felice di Genova omaggia il genio musicale di Ludwig van Beethoven con questo concerto in forma scenica a cura di Daniele Cipriani, inedito incontro tra musica e alta moda. In occasione del concerto, eseguito dall’Orchestra del Teatro Carlo Felice e accompagnato dai movimenti scenici di Simona Bucci, la produzione ha dato il via all’eccezionale realizzazione di 15 costumi dai bozzetti originali di Roberto Capucci esposti nel 2018 agli Uffizi di Firenze: un sorprendente repertorio di costumi maschili ispirati dall’idea di una messinscena onirica. Musica e moda insieme, in un duplice e originale omaggio al genio creativo e alla potenza immaginativa dell’arte.

LUDWIG VAN BEETHOVEN
ROBERTO CAPUCCI

LE CREATURE DI PROMETEO
LE CREATURE DI CAPUCCI

musica di Ludwig van Beethoven
costumi originali di Roberto Capucci
 
CONCERTO IN FORMA SCENICA
 
direttore Andrea Battistoni
 
Orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova
a cura di Daniele Cipriani
 
movimenti coreografici di Simona Bucci
 
coproduzione Spoleto63 Festival dei 2Mondi e Fondazione Teatro Carlo Felice di Genova
danzatori (in ordine di apparizione) Hal Yamanouchi, Fabio Bacaloni, Davide Bastioni, Filippo Pieroni, Nico Gattullo, Marco Lo Presti, Roberto Lori, Luca Campanella, Giampiero Giarri, Raffaele Iorio, Antonio Cardelli, Flavio Marullo, Riccardo Battaglia, Damiano Ottavio Bigi, Luca Giaccio
luci Luciano Novelli
video Maxim Derevianko 
si ringrazia per la collaborazione al Maestro Capucci Anna Biagiotti