Inaugurato in centro Champagnino, la buca dell’artista

Inaugurato in centro Champagnino, la buca dell’artista

Riaprire i locali sfitti per farne luoghi di arte, artigianato e cultura destinati a rendere più attrattivo il centro storico di Perugia. E’ l’obiettivo dichiarato dalla Confraternita del Sopramuro, associazione dell’acropoli, in occasione dell’inaugurazione, avvenuta martedì 5 ottobre, del primo locale simbolo del progetto. L’amministrazione comunale, attraverso gli assessorati al commercio e alla cultura, ha portato il suo saluto.


da Perugia Comunica
Uffico stampa del comune


Si chiama “Champagnino – La buca dell’artista” lo spazio di circa 35 metri quadrati in via Baglioni che ha riaperto i battenti dopo anni. La ristrutturazione è avvenuta su iniziativa della Confraternita che, nata nel 2019, già vanta al suo attivo manifestazioni di successo. Tra queste, Perugia Art Festival della scorsa estate, che è stata anche occasione per avviare il progetto di riutilizzo dei locali in abbandono.

Già in quella circostanza, infatti, residenti e commercianti hanno messo a disposizione spazi di norma chiusi. Proprio Champagnino durante l’estemporanea di agosto ha conosciuto una prima riapertura ospitando le opere di Massimo Riccò, uno degli artisti partecipanti e vincitore del secondo premio della kermesse.

Ora, fino al 20 ottobre, ospiterà una mostra del pittore e scultore perugino Massimo Arzilli. Lo spazio sarà poi a disposizione per altri artisti e artigiani, ma anche per presentazioni di libri ed eventi culturali di vario genere. “Cerchiamo di costruire una rete – spiega la Confraternita – per rappresentare una convivialità non legata esclusivamente al food, ma che dia espressione anche a realtà artigianali, artistiche e culturali.

Questo primo passo dimostra che è possibile creare nuovi punti attrattivi per animare l’acropoli. Particolare attenzione sarà data a vie non centrali, come via Bonazzi e via Maestà delle Volte. Già riscontriamo interesse ad aderire all’operazione da parte di proprietari di locali sfitti e artigiani locali”.

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