Storie di confine dal carcere di Secondigliano, dopo 25 anni un po’ di arcobaleno (Z.Pierdonato)

Storie di confine dal carcere di Secondigliano, dopo 25 anni un po’ di arcobaleno (Z.Pierdonato)

dal Zito Pierdonato (by Carmelo Musumeci)
Pierdonato, dopo 25 anni di carcere, è riuscito a uscire in permesso per qualche giorno. Ecco cosa mi scrive: UNA MATTINA DI FEBBRAIO Dal 1995, al 2019, per ventiquattro lunghissimi anni la mia anima ha desiderato, ha sofferto, ha amato ed ha scritto instancabilmente.

Non ha fatto altro che il mio cuore che urlare e sanguinare… Mentre il tempo in carcere sembrava essersi fermato, mi sentivo in balia dei fili invisibili, mossi dal fato. Venti freddi sterzavano il mio animo.

Ho attraversato il tempo, e il tempo ha attraversato me. Il mio silenzio tantissime volte, ha accompagnato parole mai dette.

L’estate andò via dalla mia vita, arrivò il freddo gelido dell’inverno che abitò la mia casa. Se da un lato il destino aveva in serbo questa severa lezione, dall’altra mi ha riservato anche un barlume di speranza.

Tutti noi in fondo abbiamo degli oceani nelle nostre vite da attraversare. Ho mantenuto, nella tempesta saldo il timone della mia zattera. Così la mattina del 23 febbraio 2019 gli istanti più felici della mia vita.

Quella pioggia di baci e le nostre ferite. Sentivo i battiti dei loro cuori nel mio. Da quanto tempo aspettavamo quegli abbracci, e da quanto tempo desideravamo quel momento. Abbagliato dai colori dei loro sorrisi ho avvertito come una grande luce entrare in ogni affranto del mio cuore.

Qualsiasi cosa si voglia dire non ci son parole, non ci sono verbi, ne aggettivi sufficienti nel vocabolario in grado di descrivere il tumulto delle emozioni provate. Quattro giorni di permesso premio…

Foto di cocoparisienne da Pixabay

il furibondo Poseidone mosso a compassione ha lasciato finalmente che Ulisse abbracciasse la sua Penelope e Telemaco. Non era nella sua amata Itaca, ma l’incontro è avvenuto nella terra dei Feaci, a casa del Re dei Feaci, uomo esemplare e generoso, a cui Ulisse deve molto.

Mi sono venuti incontro e mi hanno abbracciato come se ritornassi da un lungo viaggio. Ogni notte Ulisse sognava di stringere al suo cuore Penelope e di baciare una ad una le cicatrici della lontananza.

Foto di oscar h da Pixabay

Ogni notte evadeva con i suoi sogni verso il suo ricordo. Ulisse era sicuro di trovare i suoi occhi ancora bellissimi. Penelope ha conservato tutta la sua bellezza e devozione: i lunghi capelli castani e gli occhi color dell’autunno.

L’amore si misura dal sacrificio che si è disposti a fare per la persona che si ama. Penelope e Telemaco, le più belle creature umane che abbia mai visto. Auguro a tutti coloro che vivono come me la mia esperienza detentiva, di provare presto anche loro queste emozioni.

Secondigliano, 18-03-2019 Zito Pierdonato
grazie a Gabriella de Carli e Nadia Bizzotto.

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