I Fiati del Teatro dell’Opera di Roma in concerto a Perugia

I Fiati del Teatro dell’Opera di Roma in concerto a Perugia

Un viaggio nei quintetti per pianoforte e fiati di Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven: giovedì 23 giugno, alle 19, all’Auditorium di S. Cecilia di Perugia si esibiranno in concerto le prime parti dei Fiati del Teatro dell’Opera di Roma (Luca Vignali, oboe, Angelo De Angelis, clarinetto, Carmine Pinto, corno, Eliseo Smordoni, fagotto) con Linda Di Carlo al pianoforte. L’appuntamento è promosso dall’associazione Musicittà con l’Istituto Italiano dei Castelli e RF Microtech, e rinnova la collaborazione tra Di Carlo – docente di Accompagnamento Pianistico al Conservatorio “F. Morlacchi” di Perugia e da anni attiva come concertista con l’Orchestra da Camera di Perugia e con il Quintetto Bottesini – e i quattro musicisti con cui nel 2017 ha registrato per l’etichetta olandese Brilliant Classics il doppio album con i Trii op. 44 e 45 e il Sestetto op. 40 di Louise Farrenc.

In programma, giovedì, il Quintetto K. 452 di Mozart e il Quintetto op. 16 di Beethoven, i Quintetti “classici” per antonomasia per questo tipo di formazione, nata su intuizione del genio salisburghese che per la prima volta immaginò di affiancare la tastiera a un gruppetto ben distribuito di soli fiati, lasciando completamente fuori dal discorso gli archi. Il suo Quintetto K. 452 si configura quindi come una sorta di piccolo “Concerto da camera”, che fra l’altro condensa il fervido rapporto tra pianoforte e singoli strumenti a fiato, elemento caratteristico dei coevi Concerti per pianoforte e orchestra, ma là presente in misura molto più rarefatta.

Quanto a Beethoven, è probabile che l’ascolto del capolavoro mozartiano a Praga – dove si trovava in tournée come pianista nel 1796 – lo abbia spinto a sceglierlo come pietra del paragone di altissimo livello: il suo Quintetto op. 16 non imita il modello mozartiano, se non nella struttura generale e ovviamente nell’organico, e lo “adotta” per sottoporlo a una metamorfosi interiore.

E basterà annotare l’innovativo spessore della scrittura pianistica per sottolineare quanto l’omaggio a Mozart sia allo stesso tempo un accoglimento della sua eredità ma anche un superamento e un commiato da essa, l’inizio di una nuova formidabile strada. Info e prenotazioni: associazione.musicitta@gmail.com

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