Grande Lirica Umbria 2026: una stagione diffusa che non dimentica la tradizione e punta sui giovani

Grande Lirica Umbria 2026: una stagione diffusa che non dimentica la tradizione e punta sui giovani

Otto appuntamenti, una rete sempre più ampia di collaborazioni e una forte attenzione a scuole e pubblico giovane: la stagione 2026 di Grande Lirica Umbria rilancia la lirica come esperienza viva, condivisa e accessibile

di Antonella Valoroso

Tradizione e divulgazione, ampliamento del pubblico, attenzione ai giovani e alle scuole, perché la musica dal vivo continui a essere un’esperienza condivisa e accessibile a tutti. Sono questi i pilastri del progetto Grande Lirica Umbria, che martedì 27 gennaio ha presentato in conferenza stampa la stagione 2026, delineando un percorso ambizioso capace di guardare al futuro senza perdere il legame con la storia.

Un progetto che cresce anno dopo anno e che punta con decisione sul lavoro di rete, con l’obiettivo dichiarato di costruire una stagione lirica diffusa in tutta l’Umbria. A sottolinearlo è stato il presidente dell’associazione Marco Cetra, che ha evidenziato il bel salto dai tre appuntamenti della scorsa stagione agli otto di quest’anno e l’importanza di cementare sinergie tra istituzioni, teatri e piccole realtà locali. Un lavoro reso possibile anche grazie alla disponibilità dei Comuni, con Perugia e Foligno in prima linea.

«Per noi è fondamentale coinvolgere il pubblico giovane – ha sottolineato Cetra – ed è per questo che Il Trovatore, un’opera complessa ma di straordinaria bellezza, sarà proposto in forma narrativa e preceduto da incontri introduttivi che consentiranno ai ragazzi di arrivare allo spettacolo con maggiore consapevolezza. Tutte le prove generali saranno aperte alle scuole e diventeranno uno strumento concreto di educazione all’ascolto».

A questo si affianca una politica di prezzi accessibili, per rendere la lirica realmente inclusiva.

Il valore culturale e territoriale del progetto è stato ribadito dall’assessore del Comune di Perugia Fabrizio Croce, che ha sottolineato l’importanza del lavoro di divulgazione e networking sul territorio e ha parlato di una vivacità della lirica in Umbria che non deve essere trascurata. Nel suo intervento ha inoltre annunciato la creazione di una finestra dedicata alla lirica sulle pagine culturali del sito istituzionale del Comune di Perugia, pensata per rafforzare la comunicazione e favorire l’incontro con il pubblico.

Una visione culturale più ampia è stata richiamata dalla presidente dell’Assemblea legislativa della Regione Umbria, Sarah Bistocchi, che ha fatto gli onori di casa nella Sala della Partecipazione di Palazzo Cesaroni e ha parlato di un’idea di cultura condivisa e diffusa tra le persone e i territori: «L’Umbria custodisce silenzi, ma sa cantare la grande lirica. La lirica attraversa il tempo ma è soprattutto un patrimonio vivo: chi la pratica ne diventa custode. Ci sono naturalmente molti modi di vivere la musica e la vita, e noi dobbiamo sempre scegliere da che parte stare».

Sul piano artistico, Grande Lirica Umbria conferma la collaborazione con l’Orchestra del Teatro Goldoni di Livorno e il Coro Lirico dell’Umbria. I solisti sono stati selezionati attraverso provini rivolti a professionisti di livello nazionale e internazionale, mentre i comprimari impiegati nelle produzioni sono tutti artisti umbri. Uno degli obiettivi dell’Associazione Grande Lirica Umbria è infatti quello di far crescere un vivaio di artisti e offrire ai tanti giovani musicisti e cantanti attivi sul territorio regionale occasioni di formazione e opportunità di lavoro, con l’idea di arrivare anche alla creazione di un’orchestra lirica regionale. In questa cornice si collocano le collaborazioni con il Conservatorio Morlacchi e la convenzione con il Liceo musicale Mariotti di Perugia per i percorsi di formazione scuola-lavoro.

«Perugia è stata per lungo tempo una delle capitali dell’opera – ha ricordato il presidente del Coro Lirico dell’Umbria Paolo Galmacci – ed è qui che nel 1829 si è svolta la prima del Mosè e Faraone di Rossini, mentre nel 1874 c’è stata la seconda rappresentazione italiana dell’Aida di Verdi. Il coro Lirico, attivo da quasi quarant’anni, intende portare avanti questa grande tradizione ed è aperto a tutte le collaborazioni».

Il cartellone si apre il 27 febbraio all’Auditorium di Foligno con Il Trovatore in forma ‘narrata’ con solisti, coro e orchestra. Dal 14 al 18 marzo, La Traviata sarà in scena al Teatro Comunale di Todi, all’Auditorium di Foligno e al Teatro Morlacchi di Perugia, mentre tra aprile e giugno L’Elisir d’amore di Donizetti sarà allestito al Morlacchi di Perugia, al Comunale di Todi e ai Giardini del Frontone di Perugia. A chiudere la stagione, il 15 luglio, al Teatro del Parco delle Sculture di Brufa, sarà lo spettacolo Silenzio, parla la musica, un omaggio alle grandi musiche da film di Ennio Morricone, nell’ambito del «Festival delle arti all’ombra delle sculture» promosso dalla Pro Loco di Brufa.

Una stagione costruita grazie all’impegno di volontari e operatori culturali, con una soddisfazione condivisa: vedere anche i bambini entrare a teatro e scoprire che la grande lirica, in Umbria, continua a parlare al presente e al futuro.

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