Galleria dell’Umbria record per Giotto, ora arriva Van Gogh

Galleria dell'Umbria record per Giotto, ora arriva Van Gogh

Il polo museale di Perugia accoglie la tela dal 1°luglio

Perugia, 15 giugno 2026 – Il grande cartellone culturale legato alle solenni celebrazioni francescane ha archiviato un bilancio finale straordinario, come riporta il comunicato di  Musei nazionali di Perugia-Direzione regionale Musei nazionali Umbria CLP Relazioni Pubbliche | Clara Cervia. L’esposizione intitolata ai maestri del Trecento si è conclusa ufficialmente ieri, domenica 14 giugno 2026, consolidando una posizione di assoluto rilievo nel panorama museale nazionale. I dati ufficiali confermano che il percorso artistico si è imposto come l’evento espositivo primaverile più frequentato presso le sale della Galleria Nazionale dell’Umbria a partire dal biennio 2024. Nello specifico l’affluenza complessiva ha raggiunto la quota rilevante di 56.258 visitatori durante l’intero arco di apertura al pubblico. Questo progetto scientifico ha esaminato approfonditamente la transizione epocale vissuta dalla pittura europea proprio nel territorio umbro tra la fine del tredicesimo secolo e i primi decenni del quattordicesimo secolo, evidenziando il ruolo cardine esercitato dalla committenza dei frati francescani nella storia artistica globale.

Galleria dell'Umbria record per Giotto, ora arriva Van Gogh
nella foto: Vincent van Gogh, L’Arlesiana (Ritratto di Madame Ginox), 1888, Olio su tela © Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Roma

Il risultato eccezionale deriva dalla felice combinazione tra un rigore scientifico di altissimo livello e una modalità di divulgazione innovativa e accessibile. La rassegna ha ottenuto recensioni entusiaste sia da parte della critica specializzata nazionale sia dalle principali testate internazionali, riuscendo ad attrarre un pubblico eterogeneo e cosmopolita. Gli ingressi dei turisti provenienti dall’estero hanno infatti costituito il 15% delle presenze totali registrate ai botteghini. Tra le varie nazionalità si sono distinte in particolare le delegazioni francesi con oltre il venti per cento delle quote straniere, seguite dai visitatori statunitensi al sedici per cento, dai cittadini britannici al dodici per cento, dai tedeschi all’undici per cento e infine dai turisti spagnoli vicini all’otto per cento. Parallelamente le attività didattiche hanno mostrato una vitalità sorprendente attraverso l’organizzazione di ben 586 visite guidate nei tre mesi di programmazione, con una quota preponderante riservata alle scolaresche e alle giovani generazioni. Anche l’editoria collegata all’evento ha registrato un primato assoluto con la vendita di 771 copie del catalogo ufficiale stampato da Silvana Editoriale, distribuito capillarmente nelle principali librerie italiane.

Il direttore dei Musei Nazionali dell’Umbria, Costantino D’Orazio, ha manifestato profonda soddisfazione per il traguardo raggiunto, lodando l’eccellente coordinamento scientifico curato da Veruska Picchiarelli ed Emanuele Zappasodi. L’iniziativa ha beneficiato del conferimento della prestigiosa Medaglia del Presidente della Repubblica, un riconoscimento che ne testimonia l’alto valore civico. L’organizzazione complessa ha visto la cooperazione strategica dei Musei Nazionali di Perugia, del Comitato Nazionale per l’Ottavo Centenario della morte di san Francesco d’Assisi e del Commissario Straordinario per la Ricostruzione del Sisma del 2016. A questo nucleo si sono affiancate le soprintendenze archeologiche regionali, la Custodia Generale del Sacro Convento, i Frati Minori di Umbria e Sardegna, l’Arcidiocesi locale, il Comune di Perugia e Confindustria Umbria. Il sostegno economico e logistico è arrivato inoltre da vari enti bancari territoriali, fondazioni storiche di Terni, Narni e Foligno, grandi marchi industriali come Nestlé e Arvedi Ast, con la media partnership garantita da Rai Umbria. Il successo ha generato un impatto economico notevole sull’indotto locale, accrescendo il ruolo del museo come punto di riferimento per gli studi d’arte compresa tra il Duecento e il Cinquecento.

Senza soluzione di continuità il polo espositivo perugino si prepara a inaugurare una nuova stagione artistica a partire dal prossimo lunedì 1° luglio 2026. La galleria ospiterà la celebre tela intitolata L’Arlesiana, dipinta dal maestro olandese Vincent Van Gogh nel 1888. Questo capolavoro assoluto giunge nel capoluogo umbro grazie a un accordo di prestito eccezionale concesso dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. L’evento rappresenta il terzo capitolo del fortunato ciclo intitolato Un capolavoro a Perugia, una formula espositiva che in passato ha già consentito di mostrare al pubblico locale le opere iconiche di Gustav Klimt e Amedeo Modigliani. Per l’occasione i progettisti hanno ideato un percorso espositivo strutturato rigorosamente in tre distinte tappe concettuali all’interno del museo. La tela di Van Gogh sarà posizionata in solitaria su una parete esclusiva per favorire la contemplazione visiva. Questo nucleo centrale verrà anticipato da una sezione didattica preliminare focalizzata sul contesto storico e critico dell’opera, mentre l’uscita sarà arricchita da una sala multimediale immersiva con proiezioni video incentrate sull’universo culturale e tecnico del pittore.

L’operazione culturale estiva si espande ulteriormente grazie a una solida cooperazione scientifica avviata con il Museo dell’Ottocento di Pescara e la Fondazione Di Persio Pallotta. Questa istituzione abruzzese contribuirà al percorso perugino mediante il prestito temporaneo di sedici importanti opere realizzate da autori italiani attivi tra la fine del diciannovesimo secolo e l’inizio del ventesimo secolo. L’obiettivo della sezione parallela è documentare l’emancipazione della ritrattistica italiana dai rigidi canoni accademici ottocenteschi. La mostra verificherà le influenze dei pittori che lavorarono a Parigi negli anni della rivoluzione impressionista, offrendo un confronto diretto con la poetica di Van Gogh. Le sale accoglieranno i ritratti femminili eseguiti da maestri del calibro di Giovanni Boldini, Giuseppe De Nittis, Silvestro Lega e Antonio Mancini. I dipinti selezionati mostrano figure femminili dotate di una profonda intensità psicologica, prendendo le distanze dalle tradizionali immagini borghesi improntate alla grazia superficiale. Le tele rivelano una sensibilità tormentata e innovativa, capace di anticipare le grandi rivoluzioni stilistiche delle avanguardie storiche del Novecento.

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