FOLIGNO, OFFICINA DELLA MEMORIA, “DOMENICO RONCALLI BENEDETTI, UNA VITA”

Manifesto Roncalli
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(umbriajournal.com) FOLIGNO – Domenica 3 novembre alle ore 10.30 presso la taverna del Rione Pugilli, presentazione del volume “Domenico Roncalli Benedetti, una vita”. La presentazione sarà a cura di Fabio Bettoni.

“Domenico Roncalli Benedetti, una vita”

“Domenico Roncalli Benedetti (1843-1910) fu un esponente primario della cultura laico-risorgimentale; repubblicano, sostenne fermamente l’obiettivo di trasformare lo Stato monarchico in democrazia parlamentare repubblicana da realizzare attraverso un’Assemblea Costituente eletta a su ragio universale (maschile). Volontario garibaldino nel 1866 e nel 1867, fu tra i promotori della Società Operaia di Mutuo Soccorso (1863-1864) e della Società dei Reduci dalle Patrie Battaglie, staccandosene più tardi per costituire la Società dei Reduci Volontari Garibaldini.

Fondò la Loggia massonica “Conciliazione”, la Società Filantropica, il Circolo Repubblicano “Antonio Liverani”, la Federazione Repubblicana-Socialista dell’Umbria, la prima Camera del Lavoro in Foligno, il Sottocomitato della “Croce Rossa Italiana”, il Comitato per la Pace e l’Arbitrato; polemista e oratore acclamato, propugnò la netta separazione della sfera pubblica da quella religioso-ecclesiastica; si schierò costantemente dalla parte dei lavoratori; operò per lo sviluppo economico di Foligno, dell’Umbria e dell’Italia Centrale in un’ottica non particolaristica ma nazionale.

Non riconoscendo la monarchia sabauda, ri utò sempre le candidature al Parlamento, ma vide nelle istituzioni locali un veicolo fondamentale di partecipazione politica: fu consigliere comunale e assessore; da presidente della Congregazione di Carità, tentò di abbozzare un pionieristico sistema di welfare locale. Insegnante di Lettere Italiane e, per alcuni anni, direttore della Scuola d’Arti e Mestieri, impresse a quell’Istituto un andamento molto signi cativo. Nel 1870, Domenico Roncalli Benedetti sposò Aleandra Bartolomei, una maestra elementare originaria di Preci, suggestivo insediamento nella Valnerina umbra.

Dopo una permanenza in Sicilia, Domenico e Aleandra tornavano a Foligno nel 1872; qui la giovane insegnante cominciava un notevole percorso professionale che si chiudeva nel 1913, ormai diventata direttrice didattica delle scuole comunali femminili. Qualche anno dopo il suo pensionamento, intraprendeva la compilazione della biogra a del marito Domenico.

Il lavoro di scrittura, qui edito, si protrasse per circa un decennio; fu sostenuta dall’amore della nipote Cleofe Bartolomei, coniugata con Manfredo Messini, dalla gioiosa presenza dei piccoli pronipoti Domenico e Aleandra e dall’amicizia di Tito Marziali, avvocato, esponente socialista molto noto, poi tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia. Nata nel 1845, la “nonnetta” Aleandra moriva nel 1926, senza poter vedere Giulia, la terza glia di Cleofe e Manfredo. Aleandra aveva condiviso gli ideali di Domenico in maniera totale e la pronipote Giulia ha tenuto viva la memoria di entrambi benché non li avesse conosciuti.

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