A Perugia la spy story che intreccia politica e terrorismo
Nella cornice dell’auditorium di Confindustria Umbria, gremito di oltre 250 persone, Michele Fioroni ha presentato il suo terzo romanzo, “L’analista”, edito da Baldini + Castoldi nella collana I lemuri. L’autore, accademico, esperto di marketing e figura politica, ha definito la spy story come il frutto di notti insonni e incontri vissuti tra viaggi, riunioni e casuali incroci quotidiani.
Il libro, oltre 250 pagine, esplora il fragile confine tra terrorismo, diplomazia e spionaggio. Al centro c’è Richard Parnasi, politico e lobbista, inviato a Washington per una missione che lo conduce a conoscere Farah Cooper, analista di origine saudita, brillante ma segretamente manipolata da un piano terroristico orchestrato dallo sceicco Al Rashad. Obiettivo: sabotare l’incontro tra il presidente americano e il principe saudita. La tensione cresce quando l’imprevista attrazione tra Farah e Parnasi mette a rischio l’intera operazione, trasformando il protagonista da alleato in ostacolo.
Fioroni ha scherzato sul titolo originario pensato, La caduta degli zar, scegliendo infine “L’analista”. L’introduzione è stata affidata a Vincenzo Briziarelli, presidente di Confindustria Umbria, che ha ricordato le “capacità profetiche” dello scrittore. Già nel suo debutto del 2019, “Ombre cinesi”, Parnasi era coinvolto in un complotto internazionale attorno a un virus e a tensioni tra Pechino e il mondo occidentale: “poco dopo”, ha notato con ironia Briziarelli, “è arrivata la pandemia”.
Durante il dibattito, moderato dallo stesso autore, hanno portato contributi il direttore de Il Tempo Tommaso Cerno, l’ex capo di Stato maggiore dell’Aeronautica Leonardo Tricarico, l’imprenditrice Tiziana Crociani e il lobbista Federico Fabretti. In platea personalità del mondo politico e imprenditoriale umbro, tra cui l’ex presidente della Regione Donatella Tesei, il parlamentare europeo Marco Squarta, il senatore Franco Zaffini e imprenditori come Marco Caprai e Giuliano Martinelli.
Fioroni ha sottolineato come la narrazione segua logiche geopolitiche concrete: i rapporti strategici tra Stati Uniti, Arabia Saudita e Israele, fragili equilibri che un attentato potrebbe far crollare. Ha precisato che Richard Parnasi non è un suo alter ego, pur condividendo con lui lo sguardo disincantato sulla realtà internazionale.
Il romanzo, ha osservato l’autore, nasce dal bisogno di raccontare come, dietro le quinte della politica globale, convivano passioni umane, dilemmi identitari e strategie di potere che spesso finiscono per confondersi, proprio come accade tra i protagonisti della vicenda.

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