Costantino D’Orazio lascia l’Umbria: sarà direttore al Ministero

Costantino D'Orazio lascia l'Umbria: sarà direttore al Ministero

Direttore generale della Creatività Contemporanea al Ministero della Cultura

Costantino D’Orazio lascia l’Umbria. Lo storico dell’arte romano, classe 1974, è stato nominato direttore generale della Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, abbandonando così la guida della Galleria Nazionale dell’Umbria e della Direzione regionale Musei Nazionali Umbria, incarico che ricopriva dal gennaio 2024.

Con la nuova nomina, D’Orazio cede anche la direzione pro tempore dei Musei Nazionali di Bologna e della Direzione regionale Musei Nazionali dell’Emilia Romagna, ruolo che gli era stato assegnato nell’autunno del 2024. La Direzione Generale Creatività Contemporanea ha competenza sulla promozione e sul sostegno dell’arte e dell’architettura contemporanee in tutte le loro espressioni, dalla fotografia alla video-arte, dal design alla moda, nonché sulla qualità architettonica e urbanistica e sul sostegno alle imprese culturali e creative.

Il bilancio dei poco più di due anni trascorsi alla guida dei musei umbri è contrassegnato da risultati significativi sul piano dei visitatori. Nel 2024 la Galleria Nazionale dell’Umbria ha registrato 140.825 ingressi, il dato più alto mai raggiunto dall’istituto se si esclude il picco del 2023, trainato dalla grande mostra dedicata al Perugino, segnando una crescita del 47% rispetto al 2019, primo anno di riferimento utile dopo le chiusure legate al Covid e ai lavori di riallestimento.

L’impatto di questi numeri ha avuto un effetto positivo sull’intero sistema museale dell’Umbria, coinvolgendo altre 13 sedi del circuito nazionale. Il principale museo umbro ha fatto da traino grazie anche al biglietto unico della manifestazione La Sottile Linea d’Umbria.

Anche l’avvio del 2025 aveva confermato il trend positivo. Tra il 24 dicembre e il 6 gennaio, oltre 9.300 visitatori avevano varcato il portone di Palazzo dei Priori, con un raddoppio delle presenze rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, quando gli ingressi si erano fermati a 2.650.

Le mostre temporanee hanno avuto un ruolo determinante nell’allargare il pubblico della Galleria. La mostra primaverile del 2025, dedicata a Giotto e alla rivoluzione pittorica umbra tra il XIII e il XIV secolo, è risultata la più visitata della stagione dal 2024, con 56.258 ingressi e una presenza internazionale pari al 15% del totale.

All’inizio del suo mandato, D’Orazio aveva indicato in ricerca, accessibilità e coinvolgimento le tre parole chiave della sua direzione, presentando i musei come piattaforme aperte alla crescita culturale del territorio e non soltanto luoghi di conservazione. Un approccio che si è tradotto anche in interventi strutturali: dieci dei quindici musei sotto la sua responsabilità sono stati o sono tuttora interessati da cantieri, volti non solo alla conservazione del patrimonio ma anche alla modernizzazione e all’accessibilità degli spazi.

Al momento della nomina, a dicembre 2023, l’assessore regionale alla Cultura e al Turismo della Regione Umbria, Paola Agabiti, aveva espresso soddisfazione per l’arrivo di D’Orazio, definendolo “un nome illustre e di alta professionalità”.

Prima dell’incarico in Umbria, D’Orazio aveva lavorato come funzionario curatore storico dell’arte presso la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali di Roma Capitale, ed è docente e autore di numerosi volumi dedicati ai grandi maestri dell’arte italiana, da Caravaggio a Leonardo, da Raffaello a Michelangelo.

«Non abbandono l’Umbria, però», cidice in un brevissmo messaggio su WhatsApp: «Spiegherò».

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