Immigrato muore carbonizzato, connazionale accusato di omicidio


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Incendio Umbertide, marocchino connazionale accusato di omicidio

Immigrato muore carbonizzato, connazionale accusato di omicidio. Un marocchino di 39 anni (K.E., le iniziali), nell’ambito delle indagini sulla morte di un suo connazionale, Said Rakrak 55enne, è stato sottoposto a fermo con le accuse di omicidio e incendio doloso. Il cadavere del 55enne è stato trovato in un capannone abbandonato alla periferia di Umbertide interessato da un incendio durante la notte.

Le cause della morte del nordafricano non sono ancora chiare. Sarà ora l’autopsia a chiarire ogni dubbio sulle cause del decesso, ma da una prima ricostruzione l’uomo è morto intossicato dal fumo dell’incendio. Spetta ora ai carabinieri di Umbertide e della compagnia di Città di Castello capire le cause della tragedia.

I carabinieri – coordinati dal sostituto procuratore di Perugia Gemma Miliani -, anche in base agli accertamenti dei vigili del fuoco, ritengono che il rogo sia stato di natura dolosa, innescato utilizzando dell’alcol.

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Da quanto appreso pare che la vittima abbia avuto un litigio con un connazionale. I due avrebbero cominciato a litigare a colpi di coltello, poi le fiamme appiccate al capannone con una bottiglia di alcool.

La lite – stando a quanto è stato ricostruito dagli inquirenti, si sarebbe consumata in due momenti. Nel pomeriggio di ieri ci sarebbe stata una colluttazione, nella quale uno dei due avrebbe riportato una ferita alla testa. Poi, in serata, la seconda. L’uomo ferito, per vendicarsi, sembrerebbe abbia chiuso a chiave il capannone e appiccato il fuoco alla porta di legno e da qui, il rogo. Sul capannone c’era un’ordinanza sindacale di sgombero.

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