Il caso Ebola, conosciuto come virus letale, che secondo i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità, ha già causato 3.439 morti in cinque Paesi dell’Africa occidentale (Sierra Leone, Guinea, Liberia, Nigeria e Senegal). Lo riporta in prima pagina, lunedì 6 ottobre 2014, il Quotidiano La Nazione Umbria a firma di Erika Pontini. Non c’è nessuna emergenza al momento, ma l’Umbria è pronta ad affrontare eventuali casi di Ebola.
L’Umbria, dopo l’invio alle Regioni, da parte del Ministero, di un ‘Protocollo centrale per la gestione dei casi e dei contatti sul territorio nazionale’, si è mossa con una serie di summit in Regione con tutti i direttori delle strutture sanitarie – è scritto sul quotidiano – per mettere a punto il piano da adottare in caso di contagio o sospetti di contaminazione di pazienti. Il piano prevede, ovviamente, l’immediato isolamento del paziente al Centro di malattie infettive del capoluogo umbro, con una struttura che sarà ‘blindata’ all’esterno per evitare situazioni di contagio. Questo in una prima fase.
Il piano – spiega La Nazione – prevede il collegamento con i centri internazionali per la terapia e l’eventuale trasferimento nelle strutture specializzate se la malattia dovesse essere conclamata. Proprio nelle ultime ore dal Ministero era giunto il documento in cui si parla dell’”eventuale trasferimento in modalità protetta presso uno dei Centri Nazionali di Riferimento per la gestione clinica del paziente, con modalità che saranno valutate di volta in volta, in stretto coordinamento con il Ministero del la Salute”.
“La probabilità di importazione di casi nel nostro Paese è molto bassa – scrive Erika Pontini; tuttavia è necessario che la capacità di risposta del Sistema sanitario nazionale sia a livelli adeguati, per una corretta e tempestiva individuazione e gestione degli stessi, anche allo scopo di prevenire una possibile trasmissione di questo agente patogeno altamente infettivo”.

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