Direttore zooprofilattico viveva in ufficio, condannato dalla Corte

Direttore zooprofilattico viveva in ufficio, condannato dalla Corte

Risarcirà l’istituto per irregolarità, processo in arrivo a Terni

Nel novembre 2022 i Nas hanno scoperto che l’ex direttore della sezione ternana dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche viveva in ufficio da circa dieci anni. All’interno degli spazi lavorativi, inclusi uffici e bagni, sono stati trovati elettrodomestici come microonde, lavatrice e stufetta, insieme a materiali per l’igiene personale non pertinenti alle attività istituzionali. Secondo la direzione, l’uomo svolgeva ricerche non autorizzate sulle blatte, al di fuori dei propri compiti, risultando presente oltre l’orario di lavoro e accumulando circa 65 giorni di riposo compensativo.

Il veterinario, nominato direttore nel marzo 2020, sarà giudicato a Terni per peculato, truffa e danneggiamento, inclusa la forzatura della serratura di un ufficio con un cacciavite. Nel frattempo, la Corte dei Conti lo ha condannato a risarcire l’istituto per l’uso improprio delle risorse pubbliche, aggravate dall’aumento dei costi per utenze. I Nas hanno documentato l’uso improprio di materiali e la falsa attestazione di presenze per turni di pronta disponibilità.

La condanna stabilisce un risarcimento di 625 euro per le spese energetiche sostenute, mentre il dirigente ha concordato un pagamento complessivo di 12.500 euro, ben al di sotto dei quasi 80mila euro inizialmente chiesti. L’avvocato difensore ha già preannunciato un ricorso alle sezioni unite della Corte dei Conti, sottolineando una responsabilità condivisa con l’istituto per carenze nel controllo delle presenze.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*