Ospedale veterinario pubblico Perugia, audizioni: “Esigenza fortissima per le famiglie in difficoltà”

Ospedale veterinario pubblico Perugia, audizioni: “Esigenza fortissima per le famiglie in difficoltà”

In Quarta Commissione le voci di veterinari e volontari dopo l’ordine del giorno di Margherita Scoccia

Metadescription (130 caratteri): A Perugia audizioni sul progetto di ospedale veterinario pubblico: “Servizio necessario per famiglie fragili e per ridurre randagismo e costi”.

La Quarta Commissione comunale di Perugia ha avviato le prime audizioni sul progetto di un ospedale veterinario pubblico gratuito, proposto attraverso un ordine del giorno della consigliera Margherita Scoccia. Un tema che ha subito acceso l’attenzione degli operatori del settore, delle associazioni e dei cittadini, evidenziando un bisogno crescente nel territorio.

Favi: “Un’esigenza sociale evidente, servono risposte concrete”

La veterinaria Brigitta Favi, responsabile dell’Unità operativa speciale Randagismo e igiene urbana dell’Usl Umbria 1 e del Canile Sanitario di Collestrada, ha parlato senza mezzi termini: “L’esigenza di un ospedale veterinario pubblico è fortissima”.

Sempre più famiglie in difficoltà economica, ha spiegato, non riescono a sostenere le spese veterinarie, con conseguenze dirette sul benessere degli animali e sulla gestione del randagismo.

Favi ha sottolineato la necessità di un modello organizzativo integrato, capace di mettere in rete i servizi già esistenti senza duplicazioni, coinvolgendo in modo strutturato:

  • Ordine dei Medici Veterinari
  • Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Perugia
  • Comuni e servizi sanitari territoriali

Secondo la veterinaria, il sistema attuale presenta un “vulnus” nella presa in carico degli animali appartenenti a famiglie fragili, soprattutto quando servono diagnostica o interventi chirurgici.

Il costo del randagismo e il ruolo sociale degli animali

Favi ha ricordato come gli animali domestici rappresentino spesso l’ultimo presidio contro la solitudine, soprattutto per persone anziane o vulnerabili. Quando mancano le risorse per curarli, molti proprietari sono costretti a rinunciare all’animale, con un impatto diretto sui canili e sulle casse pubbliche.

  • 1.500 euro l’anno: costo medio per ogni cane a carico dei Comuni
  • 4,8 milioni di euro: spesa annua dei Comuni umbri secondo Federsanità Anci

Un ospedale veterinario pubblico, ha spiegato, ridurrebbe le rinunce alla proprietà, contenendo i costi del randagismo e migliorando il benessere della comunità.

Boranga: “Non un doppione, ma un sistema coordinato”

In Commissione è intervenuta anche Linda Boranga, volontaria e attivista per il benessere animale.

Ha definito la proposta di Scoccia “frutto dell’ascolto dei cittadini” e ha invitato a superare le divisioni politiche: “Su questi temi si deve lavorare al di là delle etichette”.

Boranga ha ricordato che l’Università di Perugia dispone già di un ospedale veterinario, ma non gratuito per le fasce deboli e non operativo h24. Il nuovo presidio non sostituirebbe le strutture esistenti, ma le affiancherebbe, utilizzando risorse pubbliche già destinate per legge alla tutela degli animali.

Prevenzione, risparmio e benessere collettivo

Secondo Boranga, investire in prevenzione significa:

  • ridurre i costi delle emergenze
  • contenere abbandoni e randagismo
  • garantire cure agli animali delle famiglie più fragili
  • rafforzare il benessere sociale complessivo

Un ospedale veterinario pubblico gratuito h24, ha concluso, non sottrae risorse alla sanità umana, ma risponde a un bisogno reale e crescente.

Le audizioni proseguiranno nelle prossime settimane, mentre il dibattito sull’ospedale veterinario pubblico Perugia si conferma uno dei temi più sentiti dalla cittadinanza, con un forte intreccio tra tutela animale, inclusione sociale e sostenibilità economica per gli enti locali.

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