Meloni: “Indennizzi fino a 250 euro a capo, 260 allevatori vaccinano”
L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha discusso oggi l’interrogazione a risposta immediata presentata dal consigliere regionale Nilo Arcudi (TP-UC) sulla diffusione della febbre catarrale degli ovini, nota come “lingua blu”. L’atto, sottoscritto da Arcudi prima della pausa estiva, chiedeva un aggiornamento sulle misure adottate dalla Regione per contenere l’epidemia, sostenere economicamente gli allevatori e garantire indennizzi.
Illustrando il documento, Arcudi ha chiesto alla Giunta chiarimenti sui focolai ufficialmente individuati, suddivisi per provincia e comune, sull’eventuale piano regionale di emergenza, sulla disponibilità e distribuzione delle dosi vaccinali e sulla possibilità di interventi finanziari, compresa la richiesta di stato di calamità al Governo. Il consigliere ha sottolineato le difficoltà per le aziende zootecniche, colpite da abbattimenti obbligatori, blocchi alla movimentazione del bestiame e assenza di indennizzi tempestivi. “Serve un intervento immediato e concreto – ha evidenziato – perché la profilassi non può ricadere solo sugli allevatori. Occorrono strumenti rapidi di sostegno economico e una cabina di regia regionale per affrontare l’emergenza”.
Nella sua risposta, l’assessore Meloni ha spiegato che la lingua blu “dal mese di giugno ha creato sconforto tra gli allevatori umbri” e che la Regione è intervenuta subito attraverso il servizio veterinario, l’assessorato alla sanità e l’Istituto Zooprofilattico. È stato attivato un link informativo per monitorare la situazione in tempo reale. Secondo i dati ufficiali, dall’inizio della diffusione si sono registrati 1.055 ovini e 6 bovini morti, con 140 focolai complessivi.
Meloni ha ricordato che la malattia è presente in Umbria dal 2020 e che dal 2025 viene considerata “endemica”, ma non classificata in fascia A: per questo motivo non è riconosciuta come emergenza sanitaria nazionale e non sono previsti strumenti economici da parte del Ministero. La Regione ha quindi individuato risorse proprie: “Abbiamo reso accessibili, attraverso Gepafin, fondi per un milione di euro” ha spiegato l’assessore.
In merito alle vaccinazioni, Meloni ha riferito che sono stati verificati e resi disponibili i vaccini contro il sierotipo 8 del virus e che 260 allevatori hanno già sottoposto i propri capi alla profilassi, su base volontaria. Sul fronte degli indennizzi, la Regione ha stabilito contributi di 250 euro per ogni bovino e 70 euro per ogni ovino abbattuto. “Siamo consapevoli – ha aggiunto – che si tratta di un indennizzo limitato, ma abbiamo agito nei limiti consentiti. Se la malattia dovesse riprendere, siamo pronti ad estendere i termini di accesso alle misure”.
La Giunta ha inoltre avviato numerosi incontri sul territorio con allevatori, associazioni di categoria e sindaci, mantenendo una costante interlocuzione con le comunità locali.
Nella replica, Arcudi ha definito la risposta “completa” e ha riconosciuto la chiarezza sulle misure messe in campo. Ha però ribadito che la situazione rimane delicata e che il settore ha subito danni economici rilevanti, sottolineando l’importanza di proseguire con un monitoraggio accurato e continuo della malattia.

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