Garante degli animali, in gioco c’è il loro benessere, non proprio interesse
di Sarah Bistocchi
Il Garante per i diritti degli animali è una figura recente, prevista in diverse, ma non ancora tutte, istituzioni, assemblee regionali e cittadine, che richiama il principio etico dei diritti degli animali, teoria elaborata negli anni ‘70 da Peter Singer e Tom Regan. Come dice il nome stesso, proprio perché non vi siano equivoci sul suo ruolo e sul suo mandato, è una figura che deve garantire condizioni di mantenimento, benessere e tutela a vario titolo degli animali.
Ora il punto è individuare il profilo migliore per questa figura, che non è di nomina della Giunta o del Consiglio, ma esclusiva del Sindaco. Il tempo passa, e le associazioni e i soggetti coinvolti giustamente chiedono che venga scelta questa figura. Ma chiedono anche che venga scelta bene: non può ricoprire questo ruolo un profilo divisivo, inventato, non rappresentativo, un profilo che, cimentatosi con il consenso, esce dalla porta degli elettori e rientra dalla finestra degli eletti.
In gioco c’è il benessere degli animali: mettiamo da parte i debiti elettorali e gli interessi individuali. L’unico interesse, qui come in tutta la cosa pubblica, non può che essere quello per gli altri e degli altri.

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