Garante degli animali, in gioco c’è il loro benessere, non proprio interesse

 
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Garante degli animali, in gioco c'è il loro benessere, non proprio interesse

Garante degli animali, in gioco c’è il loro benessere, non proprio interesse

di Sarah Bistocchi
Il Garante per i diritti degli animali è una figura recente, prevista in diverse, ma non ancora tutte, istituzioni, assemblee regionali e cittadine, che richiama il principio etico dei diritti degli animali, teoria elaborata negli anni ‘70 da Peter Singer e Tom Regan. Come dice il nome stesso, proprio perché non vi siano equivoci sul suo ruolo e sul suo mandato, è una figura che deve garantire condizioni di mantenimento, benessere e tutela a vario titolo degli animali.

Sarah Bistocchi
A Perugia, qualche mese fa, è stata finalmente istituita questa figura. Su cui l’opposizione, e io in particolare, non ha avuto nulla da dire, se non parole positive e propositive. Ricordando che il garante ha il compito di interfacciarsi, in modo credibile, con tutte le associazioni protezionistiche, e di interloquire, in maniera autorevole, con tutte le istituzioni e i soggetti a vario titolo impegnati in questa “missione” (Asl, Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università degli Studi di Perugia, Ordine dei Medici Veterinari, ma anche lo Sportello a Quattro Zampe).

Ora il punto è individuare il profilo migliore per questa figura, che non è di nomina della Giunta o del Consiglio, ma esclusiva del Sindaco. Il tempo passa, e le associazioni e i soggetti coinvolti giustamente chiedono che venga scelta questa figura. Ma chiedono anche che venga scelta bene: non può ricoprire questo ruolo un profilo divisivo, inventato, non rappresentativo, un profilo che, cimentatosi con il consenso, esce dalla porta degli elettori e rientra dalla finestra degli eletti.

In gioco c’è il benessere degli animali: mettiamo da parte i debiti elettorali e gli interessi individuali. L’unico interesse, qui come in tutta la cosa pubblica, non può che essere quello per gli altri e degli altri.

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