Chloe ritrovata dopo nove giorni di misteriosa sparizione

Chloe ritrovata dopo nove giorni di misteriosa sparizione

La cagnolina malata forse sottratta, poi riconsegnata

Chloe ritrovata  – Chloe, una meticcia maremmana di piccola taglia, è stata ritrovata dopo nove giorni di assenza. La cagna, affetta da disturbi neurologici e da una parassitosi che ne compromettono l’equilibrio e la lucidità, era scomparsa misteriosamente dalla sua abitazione nelle campagne di Gubbio, in provincia di Perugia. La sua proprietaria l’aveva adottata da poco dal canile locale, consapevole della fragilità del suo stato di salute.

di Ernesta Cambiotti

La scomparsa è avvenuta in pochi minuti. Chloe, che ama restare immobile al sole sotto il portico, è svanita nel nulla mentre la padrona si era allontanata per un breve momento, pur mantenendo lo sguardo sulla porta aperta. Considerata la lentezza dei movimenti e la confusione cognitiva del cane, l’allontanamento autonomo appariva da subito improbabile.

La proprietaria, allarmata, ha avviato immediatamente le ricerche, con l’aiuto di una vicina. Le due donne hanno percorso le strade sterrate che fiancheggiano l’abitazione, escludendo i campi erbosi su cui Chloe non avrebbe mai camminato a causa della sua necessità di terreno stabile e chiaro. Nonostante i sopralluoghi ripetuti, nessuna traccia.

Chloe ritrovata 

La rete si è attivata in poche ore: appelli sui social network, segnalazioni sui media locali e il coinvolgimento di volontari, alcuni accompagnati dai propri cani, hanno dato il via a una mobilitazione ampia e solidale. Alcuni hanno utilizzato visori notturni, altri si sono affidati all’aiuto di professionisti con droni termici e cani molecolari. Le ricerche, però, non hanno portato a risultati.

Col passare dei giorni, si è fatta strada l’ipotesi del furto. Le caratteristiche di Chloe — evidente stato di salute precario, microchip identificativo — rendevano illogico un suo prelievo senza segnalarlo alle autorità competenti o ai veterinari di zona. Nessuna comunicazione è pervenuta al servizio veterinario dell’area. Secondo quanto previsto dalla normativa vigente, la mancata verifica dell’identità di un cane trovato e la sua sottrazione al proprietario configurano un’appropriazione indebita.

Il caso ha riportato l’attenzione sulla frequenza crescente di smarrimenti canini, molti dei quali si concludono senza alcun ritrovamento. Le regole di custodia, in questi casi, sono chiare: i proprietari devono garantire la sicurezza degli animali, tenendoli al guinzaglio al di fuori di spazi protetti o recintati, e, se necessario, portando con sé anche una museruola. In caso di ritrovamento di un cane disorientato, occorre avvertire i servizi veterinari e, nei casi urgenti, le forze dell’ordine.

Il ritorno di Chloe è avvenuto dopo nove giorni esatti. Un vicino di casa, rientrato da un viaggio, ha notato la cagnolina accovacciata in un angolo del proprio giardino, nei pressi dell’abitazione della proprietaria. Quest’ultima è accorsa immediatamente e ha portato Chloe dal veterinario per una visita di controllo.

Nonostante la lunga assenza, la cagnolina è stata trovata in condizioni generali stabili: leggermente dimagrita, ma senza ferite né segni evidenti di disagio. Colpisce, però, lo stato del pelo: pulito, morbido, privo di fango o altri residui, come se fosse stata lavata di recente. Un elemento che appare incompatibile con i nove giorni di piogge intense che hanno interessato la zona.

Questo dettaglio ha rafforzato i sospetti che Chloe sia stata trattenuta da qualcuno e poi riportata in prossimità della sua casa. Il giardino in cui è stata rinvenuta era momentaneamente disabitato e, pur dotato di videosorveglianza, non ha registrato movimenti sospetti. Ciò lascia ipotizzare un’azione accurata e furtiva da parte di chi potrebbe averla trattenuta.

Non è possibile determinare con certezza cosa sia accaduto in quei nove giorni. L’ipotesi più accreditata è che il clamore suscitato dalla scomparsa e la consapevolezza dello stato di salute della cagna abbiano spinto il presunto responsabile a restituirla in modo anonimo, evitando conseguenze legali.

Il caso ha comunque scosso la comunità eugubina, che si è stretta intorno alla proprietaria di Chloe durante tutte le fasi della vicenda. Una storia che riporta l’attenzione sulla responsabilità nella gestione degli animali domestici, sull’importanza del microchip e sull’obbligo di segnalare immediatamente ogni ritrovamento.

Resta il sollievo per il lieto fine, ma anche il monito che episodi simili non dovrebbero verificarsi. I cani come Chloe, fragili e dipendenti in tutto dai loro umani, richiedono una vigilanza continua e una rete di tutela più efficace.

I video

 

[youtube-feed feed=1]

 

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*