Un sit-in a Perugia contro il Piano Rifiuti e le industrie insalubri 🎚️ Podcast

Un sit-in a Perugia contro il Piano Rifiuti e le industrie insalubri

Un sit-in a Perugia contro il Piano Rifiuti e le industrie insalubri

Oltre 40 tra comitati ed associazioni hanno partecipato al sit-it di protesta contro il piano rifiuti e prossime industrie insalubri della Regione Umbria. Tante persone si sono riunite, con cartelli e striscioni, sotto l’ufficio Ambiente in piazza del Bacio.

“La Regione Umbria – scrivono i comitati in una nota – aveva ha indetto, per oggi, la conferenza dei servizi per la Valutazione di Impatto Strategico sulla pre adozione del Piano dei Rifiuti. Era prevista una grande partecipazione vista la pioggia di osservazioni presentate da associazioni e comitati. Oggetto di particolare attenzione l’ampliamento delle discariche di Borgogiglione nel Comune di Magione, Le Crete nel Comune di Orvieto e quella nella Frazione di Belladanza a Città di Castello. Così, come la previsione di impianti per lo smaltimento dei rifiuti, compresi gli inceneritori e i termo valorizzatori.

Il tutto supportato da dati e ricerche medico-scientifiche su ambiente e salute. Dopo la sostituzione della cartografia tanto ridotta da non permettere l’individuazione delle aree bianche, utili al fine della realizzazione e/o ampliamento degli impianti per il trattamento dei rifiuti, è arrivata la sostituzione della Pec, non attiva.

Le correzioni su sollecitazione dei comitati, hanno portato al differimento dei termini per la presentazione delle osservazioni e della data della Conferenza dei Servizi. Ma per le richieste di partecipazione, di associazioni e comitati è arrivato il diniego”.

E’ proprio per questo motivo anche a fronte delle molte osservazioni pervenute da comitati, ma anche singoli cittadini, associazioni ed altri, i gruppi che sono impegnati da anni a difesa di paesaggio ed ambiente hanno organizzato per oggi un sit-in al Broletto sotto la sede regionale.

Le certezze

“Le uniche certezze che abbiamo sembra che siano le discariche umbre e il possibile inceneritore che dovrebbe essere costruito nell’area del perugino. A dirlo è Anna Rita Guarducci, presidente del Coordinamento Regionale Umbria rifiuti zero aps, durante il sit-in –.

“Le certezze dovrebbero essere altre – spiega Guarducci -, dovrebbe essere una gestione virtuosa dei rifiuti che noi abbiamo presentato e consigliato alla Giunta Regionale nel 2020 e che sembra non sia stata minimamente accolta. Abbiamo anche poi presentato le osservazioni a questa proposta di piano, dicendo che non è possibile partire dalla percentuale che dovrebbe rimanere secondo le direttive europee per essere conferita in discarica o nell’inceneritore futuro per predisporre tutto il piano”.

Le priorità

“Le priorità sono altre e cioè si comincia dalla prevenzione, tutte attività che vanno programmate e progettate, no come si sta facendo in Umbria. Sembra che la maggior parte delle energie – continua Guarducci – si stia concentrando nella realizzazione dell’inceneritore e l’ampliamento delle discariche. Possiamo anche continuare a protestare, evidentemente nessuno ci ascolta. Il trend della produzione rifiuti in Umbria è in calo e anche più in calo di quanto previsto dal nuovo piano, quindi si prendano i numeri attuali, reali e si ragioni su quelli, sicuramente l’inceneritore non servirà e, forse, neanche l’ampliamento delle discariche se si riesce a fare una raccolta differenziata di qualità”. 

“Volevamo vedere in questo piano che gli investimenti fossero esclusivamente per quanto concerne la differenziazione dei rifiuti conferiti, commenta Goffredo Moroni, presidente del Comitato i Molini di Fortebraccio di Ponte Valleceppi. I comitati oramai sono più numerosi delle sedie dei partiti politici. Non possiamo più delegare la nostra regione e metterla in mano a chi fa politica di professione. E’ importante perché le vicende dei territori di questa quarantina di comitati hanno quasi un minimo comun denominatore che i cittadini devono subire problematiche anche della salute e poche persone andranno ad avere dei benefici strettamente economici rovinando la nostra regione. Le criticità non sono solo a livello ambientale, ma soprattutto anche a livello sanitario. credo che chi opera nella sanità pubblica dovrebbe aprire gli scaffali e cominciare a far vedere effettivamente che cosa succede per la nostra salute”.

Cristiano Fabrizi, imprenditore agrituristico a Pozzuolo, spiega che “nella località Fornacelle la Regione con il piano dei rifiuti ha individuato un’area per smaltire i rifiuti. E’ una zona turisticamente avanzata e potrebbe dare uno sviluppo turistico ancora notevole”.

 

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