SPOLETO, MONITORAGGIO DEL PATRIMONIO ARBOREO

alberi(umbriajournal.com) SPOLETO – Abbattimento e sostituzione solo per gli alberi con “estrema propensione al cedimento”
Gli interventi che l’Agenzia Forestale Regionale, delegata dal Comune di Spoleto, sta effettuando in questi giorni per l’abbattimento e la successiva sostituzione degli alberi instabili del centro storico, si sono resi necessari a seguito del censimento svolto sul patrimonio arboreo della città.

L’indagine, promossa e finanziata dal Comune di Spoleto e cofinanziata dalla Regione Umbria, ha riguardato 842 alberi (tigli, lecci, platani, ippocastani e pini domestici che sono stati tutti classificati, analizzati e monitorati) ed ha fornito indicazioni importanti sullo stato di salute del nostro patrimonio arboreo.

L’analisi è stata effettuata seguendo la metodologia V.T.A. (Visual Tree Assesment), elaborata dal Prof. Mattheck dell’Università di Karlsruhe, che rappresenta attualmente il metodo di indagine più efficace e preciso per l’identificazione e la valutazione degli alberi a rischio statico.

Alla luce della metodologia applicata, sono cinque le classi che certificano la propensione al cedimento (A trascurabile – B bassa – C moderata – C/D elevata – D estrema).

Proprio in virtù di questa classificazione, sono oggi oggetto di abbattimento e sostituzione solamente gli alberi di classe D, ossia quelli che presentano una “estrema propensione al cedimento” (si tratta di 64 unità, ossia circa l’8% del totale) e rispetto ai quali non era più possibile rinviare l’intervento.

Per le alberature classificate C/D (ossia quelle con “elevata propensione al cedimento”) sono già stati effettuati nello scorso inverno invece interventi di potatura straordinaria per la messa in sicurezza, a testimonianza del fatto che gli abbattimenti e le sostituzioni sono limitati alle alberature per cui il monitoraggio ha ravvisato una estrema necessità di intervento.

In particolare, per quanto riguarda viale Giacomo Matteotti, gli abbattimenti e le sostituzioni riguardano 10 lecci su 109 (4 su 55 in viale Cappuccini; 7 su 65 in viale Martiri della Resistenza; 3 su 52 in via Loreto; 12 su 42 in via dei Filosofi; 2 su 34 in viale della Repubblica; 1 su 48 in via delle Crocerossine; 6 su 97 alla Casina dell’Ippocastano; 2 su 23 in Piazza della Vittoria; 1 su 7 in Piazza della Signoria; 6 su 35 in Piazza Bernardino Campello; 1 su 9 in via Fratelli Cervi; 1 su 18 in via Basilica di San Salvatore; 4 su 125 al Parco Chico Mendes; 1 su 24 alla Scuola Elementare di via Cerquiglia; 3 su 6 alla Scuola Elementare di Eggi), mentre per tutti gli altri si stanno effettuando interventi di adeguamento.

Il piano di manutenzione redatto contestualmente al censimento evidenzia numerose altre tipologie di intervento da effettuare su gli alberi analizzati: si va dalla potatura di rimonda (saranno 663 gli alberi interessati), a quella di alleggerimento (557), di riforma (48) e fitosanitaria (43), fino all’eliminazione delle branche a rischio (412). Tali interventi sono già stati avviati intervenendo su intere aree nell’ambito dell’ordinaria attività di manutenzione del patrimonio arboreo (es: le potature eseguite lo scorso inverno in via delle crocerossine, piazza Campello, piazza Vittoria ecc.).

Provvedere alla sostituzione degli alberi pericolosi e di quelli malati è un dovere da parte degli uffici competenti, sia per tutelare i cittadini di oggi da pericoli, sia per assicurare un patrimonio verde anche alle future generazioni: sarebbe una grave omissione aspettare che gli alberi pericolosi e malati cadano uno ad uno (come è successo la scorsa estate quando un platano è crollato davanti all’ingresso della Spoleto Sfera) e magari, visto che la normativa non prevede nessun obbligo, non provvedere alla loro sostituzione.

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