300 mila euro destinati a studi e monitoraggi sull’inquinamento
La Regione Umbria intensifica la sua azione di salvaguardia ambientale con un piano di interventi e investimenti che puntano a ridurre l’impatto inquinante nella Conca Ternana. Con una determinazione appena firmata, viene allocato un fondo di 300 mila euro destinato alla collaborazione tra Arpa Umbria, università e enti di ricerca, con l’obiettivo di approfondire gli studi sulla qualità dell’aria, con particolare attenzione alla presenza di nichel e metalli pesanti, emissioni provenienti dallo stabilimento Acciai Speciali Terni. La finalità è individuare e contiene le fonti inquinanti ancora sconosciute all’interno del complesso siderurgico, favorendo nuove strategie di contenimento.
Parallelamente, la regione ha sbloccato un investimento complessivo di circa un miliardo di euro per rilanciare l’Accordo di Programma Ast, con particolare attenzione alle comunità di Prisciano e alle emissioni industriali. Un ruolo centrale assumono le iniziative di decarbonizzazione e di potenziamento energetico attraverso la creazione di una società pubblico-privata, focalizzata sulla produzione di energia esclusivamente da fonti verdi e sulla riduzione delle emissioni di CO2, senza sacrificare l’occupazione.
In campo di monitoraggio, l’ente regionale si impegna a rinnovare e ampliare le centraline di rilevamento delle sostanze inquinanti, potenziando i controlli sui metalli pesanti e sui micro-particolati, incluse le emissioni diffuse non puntuali. Ciliegina sulla torta, sono stati avviati studi epidemiologici e biomonitoraggi sui residenti, con fondi del PNRR, per analizzare l’esposizione e il rischio sanitario, e un protocollo regionale di monitoraggio continuo delle sostanze PFAS nelle acque pubbliche, a garanzia di un sistema idrico sicuro.

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