Problema energetico riguarda anche la Germania e non solo l’Italia

Finalmente, sul nucleare il Premier Draghi e il Ministro Cingolani si sono affiancati alla Francia

Problema energetico riguarda anche la Germania e non solo l'Italia

Problema energetico riguarda anche la Germania e non solo l’Italia

di Gianni Porzi

In un precedente intervento sullapreoccupante situazione energeticadel nostro Paese sono stato critico per le scelte fatte dalla società civile e per l’evidente incapacità della politica di elaborare un piano energetico degno di una Nazione in grado di guardare al futuro. Comunque, ancheun altro Paese, ad esempio la“Grande” Germania,guidato per ben 16 anni dallaex Cancelliera Angela Merkel,non mi sembra si trovi in condizioni migliori. Se noi, dopo il referendum del 1987, non abbiamo elaborato un piano energetico tale da non diventare succubi di un fornitore (Russia) che incide per i 2/3 del gas totale importato, cosa dire della Germania (il “faro dell’Europa”) che si è affidata alla Russia, con il gasdotto Nord Stream 2, eha decisodi smantellare le centrali nucleari?In sostanza, la Germania al nucleare ha preferitoil gasrusso ed ora i teutonici hanno un problema energetico molto simile al nostro.

Il climatologo americano James E. Hansen, riferendosi alla Germania, ha affermato che “non ha senso chiudere l’energia nucleare prima di chiudere l’energia a carbone e poi a gas.Dobbiamo piuttosto andare nella direzione della Francia che intende puntare ancora sul nucleare con nuovi reattori in grado di garantire l’indipendenza energetica e raggiungere gli obiettivi di neutralità del carbonio”. Secondo Hansen il rifiuto dell’energia nucleare è un errore che costerà caro.

Pertanto, in quanto alle scelte avventate, dettate più dalla suggestione che da valutazioni obiettive scientifico-tecnologiche, e all’assenza di una strategia energetica lungimirante la Germaniaci fa concorrenza, se addirittura non ci supera .Obiettivamente, visti i risultati, è difficile dire chiabbia dimostrato saggezza nel gestire il problema energetico e l’approvvigionamento del gas.Ci voleva la guerra in Ucraina per rendersi conto che era fondamentale diversificare il più possibile l’approvvigionamento del gas, e non solo. Il buon senso, evidentemente, non è stato il faro dei governanti che si sono succeduti negli ultimi 30/35 anni.

Finalmente, sul nucleare il Premier Draghi e il Ministro Cingolani si sono affiancati alla Francia ritenendo che in un futuro molto prossimo si potrà avere energia nucleare pulita. Purtroppo però, a causa dello scellerato referendum del 1987 non solo non abbiamo più alcuna centrale nucleare, ma fu interrotta anche la ricercascientifica/tecnologica sul nucleare. Attività di ricerca che dovrebbe pertanto ripartire da zero quando invece fino al referendum era ai vertici mondiali. E questo fu un altro grave danno per il Paese. Purtroppo, dopo il 1987 fu smantellato tutto, non solo le centrali nucleari, ma anche i gruppi di ricerca e quindi le Università italiane subirono la perdita dei migliori ricercatori che ricevettero offerte allettanti all’estero. Così il Paese non solo fu privato delle centrali nucleari, ma perse anche il know-how sviluppato in anni e anni di lavoro.

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