Pini di Perugia le proteste dei cittadini contro gli abbattimenti

Nuovi interventi urbani e cantieri stradali a Madonna Alta

L’annuncio del piano di riqualificazione urbana nel quartiere di Madonna Alta ha innescato una forte reazione da parte dei residenti e delle associazioni ambientaliste locali. La controversia, scrive Alvaro Lanfaloni Comitato Ginkgo Biloba Perugia riguarda la decisione di rimuovere cinquanta esemplari di pini domestici, situati precisamente lungo via Magno Magnini e in largo Madonna Alta. L’intervento si inserisce all’interno del programma comunale dedicato al rifacimento dei marciapiedi e del manto stradale, ma la prospettiva della cancellazione dei filari storici ha spinto la cittadinanza alla mobilitazione immediata. Nelle ultime ore, numerosi cartelli di protesta sono apparsi direttamente sui fusti delle piante destinate al taglio, segnale visibile di un malcontento diffuso.

I dettagli del piano comunale e le aree coinvolte

Il progetto dell’amministrazione prevede la rimozione ravvicinata di trentacinque alberi nel tratto di via Magno Magnini compreso tra l’intersezione con via Enrico Fermi e la rotatoria di via Gallenga. A questi si aggiungono altri quindici esemplari posizionati nell’area di largo Madonna Alta. L’obiettivo primario dei lavori è il ripristino della viabilità pedonale e veicolare, attualmente compromessa dal fenomeno delle radici affioranti che hanno deformato l’asfalto. Secondo i piani attuali, le piante eliminate dovrebbero essere sostituite successivamente con la messa a dimora di nuovi alberi di bagolaro. La Consulta del verde, l’organo consultivo cittadino di cui fanno parte i rappresentanti ecologisti, ha espresso una posizione negoziale, richiedendo formalmente di preservare almeno i soggetti arborei che non presentano criticità strutturali insanabili.

La posizione dei comitati e le proposte alternative

Il Comitato Ginkgo biloba Perugia si è schierato apertamente contro quella che viene definita un’azione indiscriminata. I portavoce dell’associazione sottolineano come la sostituzione della vegetazione adulta con nuovi impianti non possa compensare immediatamente la perdita dei benefici ambientali esistenti. Per raggiungere la stessa capacità di ombreggiamento, contrasto alle isole di calore e assorbimento degli inquinanti atmosferici saranno infatti necessari almeno quindici o venti anni di crescita, un fattore ritenuto critico data la vicinanza della zona ad alcuni complessi scolastici dell’infanzia e primari. Gli attivisti chiedono quindi l’applicazione di protocolli tecnici alternativi già collaudati in ambito nazionale, come il metodo ideato dall’agronomo Gian Pietro Cantiani, che permette la rimozione dell’asfalto, lo scavo di trincee mirate e la potatura selettiva delle radici superficiali senza pregiudicare la stabilità della pianta.

Aspetti normativi e considerazioni economiche

La richiesta dei cittadini si fonda anche su precise disposizioni giuridiche e linee guida nazionali. Viene richiamata in particolare la giurisprudenza del Consiglio di Stato e i regolamenti del Consiglio dell’ordine nazionale dei dottori agronomi e forestali, i quali stabiliscono che l’abbattimento di alberature pubbliche debba essere subordinato a perizie tecniche dettagliate che dimostrino un reale e imminente pericolo per l’incolumità pubblica. Sotto il profilo economico, il comitato contesta l’idea che il salvataggio degli alberi comporti costi superiori rispetto alla rimozione complessiva, ricordando che le operazioni di taglio, lo smaltimento del legname, la fresatura delle ceppaie e la successiva manutenzione quinquennale dei nuovi arbusti rappresentano un capitolo di spesa rilevante per le casse del Comune.

2 Commenti

  1. Capire che gli alberi sono un patrimonio da difendere, nonché la nostra sopravvivenza, è imprescindibile punto di partenza per qualsiasi giardiniere, agronomo, arboricoltore, forestale, amministratore pubblico… Sarebbe un importantissimo passo per il bene comune e per l’ umanità… Altrimenti, fate altro…

  2. bisogna difendere gli alberi..e tutto quello che rappresentato…non possiamo pensare di dover rimanere in casa solo con i condizionatori perchè Fuori c’è solo cemento!

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