In piazza sit-in di protesta contro politica rifiuti Regione Umbria

 
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In piazza sit-in di protesta contro politica rifiuti Regione Umbria

In piazza sit-in di protesta contro politica rifiuti Regione Umbria

I Comitati ambientalisti di Gubbio, affiancati da circa 50 altri Comitati e Associazioni, provenienti non solo dall’Umbria, ma anche dalle regioni limitrofe, hanno manifestato oggi, martedì 26 gennaio, in un sit-in a Perugia, in Piazza Italia, in occasione del Consiglio Regionale.

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Dopo la richiesta di aiuto rivolta da parte dei comitati ambientalisti di Gubbio al Presidente del Parlamento Europeo, Davide Maria Sassoli, per quello che potrebbe succedere se venisse accolta la richiesta di utilizzare CSS (Combustibile Solido Secondario derivato dai rifiuti) insieme al petcoke, nei cementifici di Gubbio, ora l’S.O.S. sarà rivolto anche alla Presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen che ha lanciato una nuova strategia di crescita per l’Europa il “Green Deal” verso l’INQUINAMENTO ZERO. Un imponente piano di investimenti finanzierà progetti responsabili dal punto di vista ambientale e ciò significherà avere nuovi posti di lavoro, un ambiente più pulito, una migliore qualità della vita per i cittadini.

Come si pone l’Umbria in questo panorama? L’Umbria sta progettando di mandare il futuro green in fumo.

In campagna elettorale la presidente Donatella Tesei diceva: “l’Umbria è universalmente conosciuta come Cuore verde d’Italia”. “È necessario cogliere le opportunità legate alla vocazione ‘green’ che rappresenta per l’Umbria una formidabile occasione anche in termini economici”. E aggiungeva : “Di fondamentale importanza è anche il tema della gestione del ciclo rifiuti (…) Occorre disincentivare in ogni modo il ricorso allo smaltimento in discarica o all’incenerimento che, in presenza di un sistema di raccolta e riciclo efficiente, sarebbe antieconomico in una realtà piccola come l’Umbria”.

In questi giorni invece si è appreso che, con un triplo salto carpiato rovesciato, le richieste della Giunta regionale dell’Umbria, relative ai finanziamenti del “Recovery Fund” in tema ambientale, sono tutte indirizzate alla creazione di impianti di produzione di CSS, in tre città dell’Umbria: Perugia, Foligno e Narni.

Contemporaneamente il tentativo di presentare una legge regionale che intende semplificare e agevolare le procedure di autorizzazione per l’utilizzo del CSS nei cementifici, mira ad avviare l’utilizzo di questi combustibili nei due impianti industriali della già inquinata conca eugubina. Altri finanziamenti sono stati chiesti per un impianto di essiccazione dei fanghi di depurazione delle acque reflue urbane, provenienti da tutta la regione e per la loro termovalorizzazione, nella già inquinata conca Ternana. Preoccupa il fatto che questi progetti siano stati presentati in stretta complementarietà con la definizione della nuova programmazione in tema di rifiuti 2021-2027 e rappresentano quindi la visione politica di questa giunta e gli obiettivi che essa si pone PER i prossimi sette anni.

QUESTO È IL FUTURO CHE L’AMMINISTRAZIONE REGIONALE STA PROGETTANDO:

L’Umbria sarà destinata a diventare il luogo per lo smaltimento dei rifiuti di mezza Italia. Siamo condannati a subire un pesante inquinamento ambientale, minaccia per la salute di tutti i cittadini, esposti involontari. Le scelte della Giunta, incapace di indirizzare e sostenere politiche imprenditoriali più lungimiranti, mal si conciliano con gli imponenti finanziamenti che l’Europa sta investendo per la transizione energetica a favore di corrette politiche ambientali.

LA MENZOGNA: mentre l’Unione Europea marcia spedita verso il Green Deal, in Umbria si vuol far passare l’incenerimento per economia circolare, con un’inaccettabile forma di “greenwashing”. La vera Economia Circolare non intende chiudere il ciclo dei rifiuti con la loro combustione. Ma considera i rifiuti come materia prima seconda, da reintrodurre nella produzione.

I CITTADINI UMBRI RIFIUTANO QUESTO PROGETTO POLITICO E AMMINISTRATIVO, vero e proprio attentato all’ambiente, alla salute, all’identità della regione, al futuro nostro e delle giovani generazioni. Il cuore verde d’Italia non può diventare un inceneritore.

Comitato No CSS nelle Cementerie di Gubbio, Comitato per la Tutela Ambientale della Conca Eugubina, Comitato Gubbio Salute e Ambiente, Comitato per la Tutela dei Beni Culturali e del Paesaggio Gubbio, Comitato No Antenna, ISDE / Medici per l’Ambiente Perugia, WWF Perugia.


Dopo un sit-in di protesta, di fronte a Palazzo Cesaroni, alcuni rappresentanti di Associazioni e Comitati ambientalisti, che manifestavano contro le politiche regionali sui rifiuti, sono stati ricevuti dall’assessore all’Ambiente Roberto Morroni in un incontro al quale hanno partecipato anche alcuni consiglieri regionali. Tra le questioni e le preoccupazioni rappresentate, quella della modalità della chiusura del ciclo dei rifiuti, con un netto no ad una eventuale previsione di un ulteriore inceneritore a Terni, ma anche all’utilizzo di Css nei cementifici, per il quale è stato chiesta la sospensione del procedimento e l’apertura di un dibattito pubblico per affrontare il problema in un più ampio raggio. L’assessore Morroni ha tenuto a precisare che “non c’è nessuna modifica rispetto al percorso che dovrà condurci all’adozione del nuovo Piano regionale dei rifiuti. Nello scorso mese di luglio – ha ricordato – abbiamo nominato un Comitato tecnico scientifico con il compito di effettuare una fotografia della situazione esistente con particolare riferimento agli aspetti riguardanti la salute, la salvaguardia dell’ambiente e la gestione economica del ciclo. Questo lavoro, necessario per il percorso legislativo del Piano, confluirà nel documento preliminare. La Giunta regionale, nel mese di febbraio adotterà il documento sul quale inizierà una fase partecipativa e di confronto. La fase successiva sarà la proposta di Piano per la quale al Comitato tecnico verrà chiesta una ricognizione su scala nazionale ed europea sulle ‘buone pratiche’ presenti rispetto alla gestione dei rifiuti. Tra i diversi scenari andremo a scegliere quello più appropriato che presenteremo al dibattito consiliare dove verrà nuovamente prevista una nuova fase partecipativa. In questo momento siamo perfettamente all’interno del cammino annunciato pubblicamente nello scorso mese di luglio e ribadito ufficialmente anche all’interno dell’Aula consiliare”. “Rispetto all’utilizzo del Css nei cementifici – ha spiegato Morroni – si tratta di una procedura in corso. Gli uffici stanno valutando la documentazione presentata da una Azienda. Ci sarà un iter che prevede un’ampia partecipazione, poiché si aprirà una finestra di 45 giorni. Non appena verrà verificata la documentazione, si aprirà la fase dell’osservazione. Ci saranno 45 giorni in cui chiunque potrà sollevare ed avanzare le proprie posizioni. Successivamente la tematica tornerà nuovamente all’attenzione degli uffici regionali che dovranno valutare se sottoporre l’istanza a V.I.A. (Valutazione Impatto Ambientale). Al momento non esiste interferenza tra l’istanza e le esigenze dell’industria in questione e le tematiche connesse alla gestione dei rifiuti. Quando nei prossimi mesi presenteremo la proposta di Piano vedremo se si saranno incontrate. Ad oggi viaggiano su due piani paralleli”.

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