Il Contratto di Fiume per il Paglia e per gli altri fiumi dell’Umbria

 
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Il Contratto di Fiume per il Paglia e per gli altri fiumi dell'Umbria 

Il Contratto di Fiume per il Paglia e per gli altri fiumi dell’Umbria 

di Endro Martini

PREMESSA

Il racconto del Contratto di Fiume per il Paglia necessita di una premessa e di un po’ di storia sui Contratti di Fiume in Italia perché si deve dare atto all’Umbria di aver tenuto a battesimo il primo Tavolo Nazionale sui Contratti di Fiume. Era Il 4 aprile 2008, ad Umbertide, sul Tevere, quando si svolse  la prima sessione del Tavolo Nazionale sui Contratti di Fiume con questo titolo: “Dalla valorizzazione degli ambiti fluviali all’impegno dei Contratti di fiume”.

Il tavolo organizzato dal Forum di Agenda 21 dell’Alta Umbria, con il contributo della Regione dell’Umbria ed il Coordinamento delle Ag21 ITALY e il coordinamento del Prof. Arch. Massimo Bastiani si  propose come un’occasione di confronto tra le diverse esperienze locali già attivate. L’obiettivo fu quello di raccogliere buone pratiche e contributi per definire linee guida che consentissero  la replicabilità dell’esperienza su tutti i bacini idrografici del territorio e di diffondere a livello nazionale i Contratti di Fiume, legati anche ai processi di Ag21 locale. Era il tempo del Disegno Straegico Territoriale per l’ Umbria e il tempo del Progetto Tevere, pubblicato poi nel libro del Prof Bastiani “Contratti di Fiume: Pianificazione strategica e Partecipata” (Flaccovio Editore, Collana SIGEA 2011).

 PRINCIPALI DOCUMENTI DEL TAVOLO NAZIONALE PER I CONTRATTI DI FIUME

Il  primo documento di rilievo prodotto da Tavolo Nazionale è la “Carta Nazionale dei Contratti di Fiume”, come  capitalizzazione dell’esperienza dei Contratti di Fiume a partire dalle buone pratiche locali, presentato e approvato durante il V Tavolo di Milano (2010),  organizzato in collaborazione con il Gruppo di Lavoro Nazionale dei Contratti di Fiume delle Agende 21 Italiane e Regione Lombardia, tenutosi presso l’Auditorium Giorgio Gaber,  avente per tema “Governance & Partecipazione per la riqualificazione dei bacini fluviali”. Fu un’importante occasione di confronto sul Contratto di Fiume quale strumento per un’azione efficace di governance, a scala di bacino, dei sistemi paesistico-ambientali legati alle acque.

Nel corso del V Tavolo furono  approfonditi il ruolo delle Istituzioni regionali e locali, delle Autorità di Bacino e di Distretto e dei Parchi Fluviali nei processi di Contratto di Fiume, così come emergevano dalle diverse esperienze in corso di sviluppo a scala nazionale. La “Carta Nazionale dei Contratti di Fiume” ha costituito fino al 2015 il documento di riferimento per lo sviluppo dei Contratti di Fiume in Italia, tanto che le Regioni Italiane cominciarono ad aderire a tale carta facendone appunto documento di riferimento per le politiche ambientali.

Il  2015 è stato l’anno di svolta per i Contratti di Fiume in Italia: l’approccio Italiano ai Contratti di fiume viene pubblicato nel “UN World Water Development Report 2015, Water for a Sustainable World”  con il titolo “The Italian Experience of River Contracts and Case Study of the Serchio Valley”, UNESCO’s contribution to the United Nations World Water Development Report 2015 “Facing the Challenges. Case Studies and Indicators” (Massimo Bastiani, Endro Martini, Giorgio Pineschi)

Sempre nel 2015 il Gruppo di Lavoro 1 del Tavolo Nazionale “Riconoscimento dei Contratti di Fiume a scala nazionale e regionale  e definizione di criteri di qualità” elabora e pubblica  il Documento  “Definizioni e requisiti qualitativi  di base  dei contratti di fiume” che costituisce il Modus Operandi ufficialmente riconosciuto e da seguire per l’attuazione dei Contratti di Fiume in Italia. Il 2015 è l’anno del decennale a Milano EXPO con il X° Tavolo.

Ancora  nel 2015 viene presentato in Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati ( Braga C. & altri) il testo dell’emendamento (approvato all’unanimità)  che nella conversione in legge diventa l’Art 68bis del Codice dell’Ambiente. Dal 2007/2008 ad oggi il Tavolo Nazionale ha accompagnato e orientato i Contratti di Fiume in Italia che si sono diffusi a livello impressionante.

IL PREMIO NAZIONALE E LA NASCITA DELL’OSSERVATORIO NAZIONALE SUI CONTRATTI DI FIUME

Nell’anno 2012 in occasione del VII Tavolo nazionale di Bologna  venne Istituito di concerto con l’Associazione Alta Scuola il premio Nazionale Contratti di Fiume che ha visto la sua sesta edizione in occasione dell’XI Tavolo di Roma del 2018.

Il premio è servito ad aumentare la diffusione dei Contratti di fiume in Italia e si è sviluppato attraverso una CALL for abstract di livello nazionale con l’invito a presentare proposte, Call For Paper, rivolto sia al mondo accademico e della ricerca che a quello degli operatori e portatori d’interesse con esperienze significative sui Contratti di Fiume da presentare. Di norma i sei premi, consistenti in una litografia o calcografia ideata e disegnata da un artista e dedicata ai Contratti di Fiume sono stati divisi in due Sessioni di riferimento per la presentazione dei papers di cui una dedicata al mondo della “ricerca e accademia” (ricerche, pubblicazioni, studi e programmi didattici, libri, articoli e tesi di laurea e dottorato) e una dedicata al mondo delle “esperienze significative” (Qualità e modalità dei processi di partecipazione e di coinvolgimento degli attori locali anche attraverso l’utilizzo di strumenti di comunicazione, informazione) sempre rivolti all’attuazione di Contratti di Fiume  in collegamento con le direttive 2007/60 ( Direttiva relativa alla valutazione e alla gestione del rischio di alluvioni) e 2000/60 (Direttiva Quadro sulla Qualità delle Acque) e con la pianificazione territoriale e paesaggistica. Sono stati presentati nel corso dei sei premi nazionali circa 300 abstract inerenti i Contratti di Fiume in Italia.

A seguito del grande successo e della diffusione dei Contratti di Fiume in Italia nell’anno 2017 il Ministero dell’Ambiente avvia le procedure per la costituzione dell’Osservatorio Nazionale sui Contratti di Fiume al fine di  favorire la loro corretta applicazione e scambi di esperienze. Con decreto del Ministro dell’Ambiente n. 77 del 8 marzo 2018 viene istituito l’Osservatorio Nazionale dei Contratti di Fiume ed i relativi organi: Un Comitato di Indirizzo, un Gruppo di Lavoro tecnico-scientifico e  Operativo, e una Consulta delle Istituzioni. L’Osservatorio Nazionale dei Contratti di fiume debutta  a Roma il 4 e 5 febbraio 2018 unitamente all’ XI° Tavolo Nazionale dei Contratti di Fiume.

 

IL CONTRATTO DI FIUME PER IL PAGLIA

A seguito dell’alluvione del novembre 2012 e in ragione anche della storia di frane e alluvioni già vissuta nel passato da molti territori del bacino del Paglia, la popolazione del Territorio dell’Orvietano andò sviluppando una sensibilità più attenta a conciliare peculiarità ambientali ed esigenze antropiche. Nell’anno 2014 si susseguirono vari incontri e vari convegni che portarono, grazie anche alla avvenuta adesione della Regione Umbria alla carta nazionale dei Contratti di Fiume (DGR n.147 del 17-02-2015) alla firma in data 14 novembre 2014, del Manifesto di Intenti  “Verso un  Contratto di Fiume per i territori compresi tra il sub bacino del Paglia-Chiani e il Basso Tevere Umbro” sottoscritto dalla Regione Umbria, dai Comuni di Orvieto, Allerona, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Parrano, Associazione Comitato Salvaguardia Alfina, Associazione Val di Paglia Bene Comune , Consorzio Bonifica Val di Chiana Romana e Val di paglia, e successivamente dal Comune di Porano. Venne affidato al Comune di Orvieto il ruolo di Capofila per il processo di CdF. Il Comune di Orvieto ha affidato all’ Associazione “Alta Scuola” il compito di coordinare e gestire il processo di attuazione del percorso di CdF.

Il percorso è stato condotto attraverso 4 tavoli di lavoro, Sicurezza Idraulica – idrogeologica:coordinato da  Endro Martini – Alta Scuola; Qualità ambientale: coordinato da Filippo Belisario – WWF Orvieto; Sviluppo socio economico sostenibile: coordinato da Luca Sabatini – Confindustria Umbria; Fruizione: coordinato da Enrico Petrangeli – Paglia Bene Comune. A questi quattro tavoli si è aggiunto un tema specifico, inerente l’inquinamento da Mercurio nel fiume Paglia, nella persona del Dott. Giancarlo Marchetti di Arpa Umbria, che è stato chiamata a contribuire nel merito di questo problematica, in relazione alle attività condotte dalle tre ARPA : Umbria, Toscana e Lazio, Coordinate dall’Autorità di Distretto dell’Appennino Centrale.

In sintesi, come risulta nel secondo rapporto intermedio è stato costruito un quadro conoscitivo socio-economico e ambientale integrato e partecipato del bacino del Paglia con riferimento non solo al territorio umbro, utilizzando anche documenti elaborati dai vari soggetti istituzionali preposti, un dossier dei vari piani e programmi esistenti di interesse per il bacino idrografico, una sintesi sulla stato di avanzamento delle attività conoscitive in merito all’inquinamento da mercurio e individuati quattro assi strategici su cui  attivare le misure per una gestione integrata del bacino e precisamente:

Dalla partecipazione attivata e attraverso le tecniche di facilitazione utilizzate è emersa una domanda territoriale riferita in particolare a:

    1. mettere a punto azioni specifiche per gestire la siccità  e per il sostegno ai cambiamenti climatici;
    2. incrementare una maggiore comunicazione ai cittadini della conoscenza del fiume ( Paglia e Chiani)  e della sua storia evolutiva e comportamentale con il coinvolgimento delle popolazioni rivierasche che vivono il fiume e nel fiume ( residenti di prossimità-pescatori ecc.);
    3. valutare la possibile sistemazione dei versanti argillosi e in parte calanchivi, nudi e degradati esistenti in sinistra idrografica, oggetto di lisciviazione e di fortissimi apporti idrici al fiume in occasione di eventi idrologici eccezionali, attraverso un approccio geologico-ambientale e ecosistemico per ridurre queste ampie superfici con interventi vegetativi e produttivi mediante agricoltura multifunzionale;
    4. riqualificare e rammendare le previsioni urbanistiche che ancora prevedono occupazione di suolo e aumento di impermeabilizzazione in prossimità del fiume;
    5. intraprendere ove possibile o necessario (mediante analisi costi benefici)  la strada della perequazione urbanistica come intervento alternativo alle opere passive che fronteggiano gli effetti per liberare suoli all’esondazione anche parziale;
    6. analizzare il sistema di smaltimento delle acque reflue e delle acque di prima pioggia in relazione a alluvionamenti connessi al rigurgito dei sistemi fognanti;
    7. proseguire la partecipazione pubblica ex ante sulle soluzioni di mitigazione del rischio idraulico da intraprendere ;
    8. favorire una maggiore conciliazione tra peculiarità ambientali ed esigenze antropiche della cittadinanza attiva per la tutela e lo sviluppo del patrimonio territoriale e ambientale”
    9. innescare circuiti comportamentali virtuosi di valorizzazione del patrimonio territoriale attraverso la promozione degli “attrattori culturali, naturali e ambientali”;
    10. integrare la funzione di Protezione Civile associata alla scala di bacino Idrografico già attivata, favorendo al massimo gli interscambi tra i Centri funzionali della Regione Lazio e   Toscana per l’ alto Paglia non Umbro al fine dei tempi di preannuncio dei fenomeni alluvionali e dei picchi di piena

Nel rapporto citato (scaricabile dal sito www.altascuola.org) in ragione del percorso partecipativo realizzato, del quadro conoscitivo disponibile, del quadro strategico e della progettualità in fase di avvio connessa  alla Strategia nazionale aree Interne Sud Ovest Orvietano, in assenza di un non ancora  definito quadro delle priorità attuative degli ulteriori Interventi Strutturali di Contrasto al Dissesto idrogeologico nel Bacino del Paglia ( utili anche alla difesa dalle Piene di Roma) la cui funzionalità ed efficacia è comunque da immaginare a distanza di non meno di 4/8/10 anni, ha individuato una serie di misure anticipatorie del Programma d’Azione del Contratto di Fiume, da attuare con urgenza e nel breve periodo al fine di attivare interventi semistrutturali, misure non strutturali di prevenzione e misure complementari di carattere ambientale integrate ad uno sviluppo locale sostenibile.

Il documento suddetto è stato approvato in Consiglio Comunale dal Comune Capofila e a seguito di ciò sono iniziate una serie di attività connesse alla redazione del “Primo piano attuativo”  attraverso accordi pubblico-privati per contrattualizzare – Contratto di Fiume –  decisioni e interventi condivisi. Purtroppo la scadenza della legislatura connessa alle elezioni per il nuovo consiglio comunale sia del capofila che dei Comuni promotori del contratto avvenuta nella primavera del 2019 e il successivo rinnovo delle compagini amministrative non ha consentito il perfezionamento di alcune ipotesi di lavoro, in verità ancora in fase preliminare, che avrebbero dovuto  riprendere sostanza in questa primavera ma che a causa della pandemia sono ferme al nastro di partenza.

La situazione del Contratto di Fiume per il Paglia però non è ferma ed anzi troverà un impulso nuovo a seguito del Bando della Regione Lazio sul sostegno ai Contratti di Fiume , voluto dall’ufficio di Scopo per i Piccoli Comuni e i Contratti di Fiume coordinato da Cristiana Avenali, che ha visto Alta Suola aggiudicataria di un contributo per sviluppare il percorso completo del Contratto di Fiume nel territorio Laziale – Comuni di Acquapendente e Proceno. Dal punto di vista temporale ed economico la proposta è stata strutturata sulla durata di 14 mesi e in data 26 febbraio 2020 il percorso progettuale ha preso formalmente avvio con la Stakeholders Analys e la programmazione di una prima assemblea plenaria dei soggetti interessati. L’attuale situazione pandemica che richiede un distanziamento sociale sta ritardando la fattibilità degli incontri partecipativi. Per ovviare Alta Scuola intende attivare in accordo con i due Comuni il metodo delle video conferenze.

SITUAZIONE DEI CONTRATTI DI FIUME IN UMBRIA E PROSPETTIVE PER IL PAGLIA

Come detto, è stata l’Umbria, nel 2008, la terra che ha visto nascere il tavolo nazionale Contratti di fiume e quindi la terra da cui poi si sono diffusi in tutta Italia. Ma nella Regione salvo il Paglia – che ora sta acquistando il carattere di un Contratto di Fiume interregionale (Umbria/Lazio) sotto una regia tecnica unificata (Alta Scuola) – poche sono state le iniziative che hanno attecchito e lievitato con prodotti spendibili.

Si ricordano quella dell’Alto Tevere che faceva capo al comune di Umbertide, il Contratto di Paesaggio per il fiume Nera che faceva capo alla Provincia di Terni, il Contratto di Paesaggio per riqualificazione e sviluppo per i territori montani di Foligno, Trevi e Sellano e il Contratto per il Clitunno a seguito di un evento di inquinamento. Tutti percorsi appena avviati che non sono evoluti verso un documento strategico o un vero e proprio programma d’azione,  che si sono sviluppati in maniera singola e a volte anche in autonomia  senza un vero e proprio coordinamento e impulso e sostegno  da parte della regione,  che nel periodo recente è stata su questo versante piuttosto assente.

C’era il “Progetto Tevere” che voleva mettere insieme tutti i comuni rivieraschi del Tevere Umbro, che è stato abbandonato, quasi come una eresia, e non è stato più preso in considerazione e c’è l’ITI Lago Trasimeno – Contratto di Paesaggio-   che riprende nella sua struttura evolutiva la metodologia dei Contratti di Lago.

INVESTIMENTO TERRITORIALE INTEGRATO di livello interregionale tra Umbria, Lazio e Toscana che veda l’intero bacino idrografico del Paglia come un progetto Pilota di livello non solo Nazionale ma anche europeo.Le uniche prospettive che si possono vedere in vista della programmazione  2021-2027 e del green deal europeo,  a scala di Bacino del Paglia, sono un completamento del Contratto di Fiume a livello interregionale Umbria – Lazio – Toscana  attraverso lo strumento del Contratto di fiume Interregionale o lo strumento del  Contratto dei Contratti per addivenire attraverso un accordo ad un

L’altra prospettiva che si intravede a scala di bacino e di asta del Fiume Tevere, di cui il Paglia è tributario,  è un altro progetto di Contratto di Fiume Interregionale che leghi il vecchio Progetto Tevere, da sviluppare con la metodologia dei contratti di fiume,  con le iniziative di Contratto di Fiume esistenti in Regione Lazio, per un progetto TIBER NOSTRUM.

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