Simonetti accusa: incoerenza politica e passi indietro
Il dibattito sul futuro energetico e ambientale dell’Umbria si è acceso attorno alla delibera regionale del 13 agosto 2025, che introduce la tecnologia Waste-to-Hydrogen come strumento innovativo per la gestione dei rifiuti. A intervenire con durezza è stato Luca Simonetti, presidente del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle, che ha denunciato l’atteggiamento contraddittorio del centrodestra, accusato di osteggiare oggi ciò che aveva sostenuto con convinzione meno di due anni fa.
Il riferimento di Simonetti è alla mozione approvata all’unanimità dall’Assemblea legislativa dell’Umbria il 30 maggio 2023, presentata dall’allora consigliere leghista Daniele Carissimi. Quel documento, sottoscritto anche dalle consigliere Agabiti e Pace, impegnava la Regione a favorire la riconversione del polo chimico di Terni e Narni attraverso l’applicazione delle tecnologie Waste to Chemicals, considerate capaci di estrarre dai rifiuti una miscela di gas di sintesi comprendente carbonio, metanolo e idrogeno.
Nella mozione veniva evidenziato che tali elementi potevano fungere da “building blocks” per la produzione di combustibili destinati alla mobilità sostenibile, come appunto l’idrogeno, e che il processo rientrava a pieno titolo nella logica dell’economia circolare. Il testo sottolineava inoltre l’importanza di ridurre i volumi di rifiuti non recuperabili e di limitare l’utilizzo di combustibili fossili, obiettivi fondamentali per la transizione energetica.
Alla luce di quell’impegno unanime, Simonetti considera incomprensibile la virata del centrodestra, che oggi definisce l’adozione della tecnologia Waste-to-Hydrogen un “esperimento azzardato”, “aleatorio” e “destinato al fallimento”. Per il presidente del gruppo M5S si tratta di una presa di posizione che rischia di riportare l’Umbria indietro di decenni, ancorando la regione a pratiche ormai superate e privandola di opportunità legate a innovazione e sostenibilità.
Secondo Simonetti, il nodo politico è evidente: chi oggi critica la delibera di giunta dovrebbe chiarire ai cittadini se, nel 2023, non fosse consapevole di ciò che votava o se abbia semplicemente scelto di cambiare posizione per ragioni di convenienza politica, sacrificando così l’interesse collettivo. Una contraddizione che, a suo avviso, mina la credibilità delle forze di opposizione e getta un’ombra sulla loro capacità di programmare il futuro energetico della regione.
Il consigliere ricorda che l’idrogeno rappresenta uno dei pilastri su cui si sta orientando la strategia europea di decarbonizzazione, e che strumenti come il Waste-to-Hydrogen possono collocare l’Umbria in un percorso di innovazione tecnologica capace di creare sviluppo economico, nuova occupazione e benefici ambientali. Bloccare tale prospettiva, sostiene Simonetti, significherebbe ignorare le linee guida europee e frenare la corsa verso una mobilità più pulita e un sistema produttivo meno dipendente dalle fonti fossili.
Il confronto politico resta dunque acceso: da una parte la giunta regionale, che con l’assessore all’ambiente Thomas De Luca spinge verso la sperimentazione della tecnologia Waste-to-Hydrogen; dall’altra l’opposizione di centrodestra, che ne contesta la validità e la fattibilità. In mezzo, i cittadini umbri, chiamati a misurarsi con un tema che intreccia gestione dei rifiuti, transizione ecologica e prospettive di sviluppo industriale.
Per Simonetti, la posta in gioco non è solo una scelta tecnologica, ma la direzione complessiva che l’Umbria intende assumere: restare ancorata a modelli superati o puntare con decisione sull’innovazione e sull’energia pulita.

caro Simonetti mica c’hai colpa tua è. c’è l’hanno tutti i gonzi che ancora oggi si fanno imbonire da certi venditori di fuffa irreale