Photonia accelera la svolta verde nei fertilizzanti

Photonia accelera la svolta verde nei fertilizzanti

Università di Perugia guida progetto europeo sull’energia solare

Photonia segna un passo concreto verso la decarbonizzazione della produzione agricola. Presso l’Università degli Studi di Perugia è stato avviato un progetto europeo che punta a trasformare l’energia solare in fertilizzanti sostenibili e vettori di idrogeno, con l’obiettivo di ridurre drasticamente l’impatto ambientale dei processi chimici tradizionali. La fonte del comunicato, l’Università degli Studi di Perugia, sottolinea come l’iniziativa sia stata selezionata nell’ambito della call Solar-to-X del programma Horizon-EIC-2024, con un finanziamento di circa 4 milioni di euro.

Il progetto, denominato Photonia, rientra nella categoria PathFinder Challenge dell’European Innovation Council e vede il Dipartimento di Chimica, Biologia e Biotecnologie dell’ateneo umbro impegnato con un ruolo centrale, pari a un terzo del budget complessivo. A coordinare le attività sono la professoressa Loredana Latterini, alla guida del gruppo Nano4Light, e il professor Luigi Vaccaro, responsabile del team Green SOC. Entrambi i gruppi lavorano su metodiche avanzate di sfruttamento della luce solare e su reattori innovativi in flusso continuo, capaci di ridurre sprechi energetici e impatti ambientali.

Photonia propone un approccio integrato che combina fotochimica, fotocatalisi e tecnologie di reattoristica avanzata per la sintesi di ammoniaca e sali di ammonio. L’obiettivo è favorire un’economia circolare dell’azoto, decentralizzando la produzione di fertilizzanti e incrementando l’uso dello spettro solare in agricoltura. La prospettiva è quella di predisporre materiali e processi che possano essere industrializzati entro il prossimo decennio, aprendo la strada a un nuovo modello di produzione chimica più vicino ai luoghi di utilizzo.

«Photonia è una sfida scientifica che unisce competenze interdisciplinari per trasformare la luce solare in valore chimico tangibile. Puntiamo a rendere la produzione di fertilizzanti più sostenibile e accessibile», ha dichiarato la professoressa Latterini. Il professor Vaccaro ha aggiunto che «il progetto consentirà di sviluppare reattori innovativi operanti in continuo, riducendo impatto ambientale e sprechi energetici. È un investimento strategico su tecnologie pulite, un passo importante per l’agricoltura del futuro».

Il consorzio internazionale coinvolge, oltre all’Università degli Studi di Perugia, la Katholieke Universiteit Leuven in Belgio, l’Associação para a Inovação e Desenvolvimento da FCT – NOVAid in Portogallo e due aziende: Bertels B.V. nei Paesi Bassi e TH!NKE in Belgio. La selezione tra 31 progetti vincitori su 401 candidature, con un tasso di successo del 7,7%, conferma l’elevato valore scientifico e innovativo della proposta.

La fonte del comunicato, l’Università degli Studi di Perugia, evidenzia come Photonia rappresenti un investimento strategico per un’economia dell’azoto più circolare e per un’agricoltura capace di coniugare produttività e sostenibilità. Con il supporto europeo, il progetto si candida a diventare un modello di riferimento per la produzione on-site di fertilizzanti e per lo sviluppo di vettori di idrogeno, aprendo nuove prospettive alla ricerca e all’industria chimica.

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