Agriturismo in Umbria: estate trainata da esperienze e cibo

Agriturismo in Umbria: estate trainata da esperienze e cibo

Turismo lento e rurale rilancia borghi e territori umbri

Cibo di qualità, contatto con la natura e vacanze esperienziali sono i principali motori del turismo agrituristico in Umbria, che anche nella stagione estiva 2025 registra un forte incremento di presenze, sia da parte di visitatori italiani che stranieri. Lo evidenzia Terranostra Umbria, la realtà agrituristica di Coldiretti che coordina gli agriturismi affiliati alla rete Campagna Amica, evidenziando la crescente attrattività di un comparto che non si limita all’alloggio ma amplia costantemente l’offerta con attività variegate e innovative.

A guidare le scelte dei turisti è la ricerca di autenticità, relax e sapori genuini, ma anche la possibilità di partecipare a esperienze dirette con i produttori, dalle visite guidate nelle aziende agricole ai corsi di cucina, fino alle escursioni in bicicletta o a piedi lungo i cammini rurali. Cresce in particolare l’interesse per enoturismo, oleoturismo, birraturismo, turismo del tartufo e caseario, che permettono un’immersione nei territori attraverso il patrimonio agroalimentare locale.

Accanto alla riscoperta del legame con il mondo contadino, si afferma un modello di vacanza che valorizza i borghi minori e le aree interne, con ricadute importanti anche per l’economia locale. Gli agriturismi umbri sono sempre più orientati verso una proposta turistica integrata, sostenibile e capace di destagionalizzare l’offerta, puntando su attività continuative in tutti i mesi dell’anno. Tra le formule più apprezzate vi sono le fattorie didattiche, i percorsi a cavallo e le degustazioni guidate, che favoriscono il contatto diretto tra viaggiatori e produttori.

Secondo i dati Coldiretti elaborati su fonte Istat (2023), il settore agrituristico in Umbria conta 1.307 strutture, di cui 439 impegnate nella ristorazione, 335 nella degustazione e 518 in altre attività collaterali. I posti letto disponibili sono 21.402, mentre quelli a tavola 14.777. Ben il 44,8% delle aziende è a conduzione femminile, e 222 strutture si trovano in aree montane. L’agriturismo si conferma così un presidio attivo nella valorizzazione del territorio, in grado di attrarre flussi anche verso le zone meno frequentate.

Il turismo lento, a piedi, in bici o a cavallo, rappresenta una leva strategica per la promozione dei paesaggi rurali e del patrimonio culturale diffuso. Iniziative come il “Cammino dei Borghi Silenti”, che attraversa territori come quello di Baschi, contribuiscono a rafforzare le reti di accoglienza e incentivano la socialità, generando valore sia dal punto di vista umano che economico.

Tra le esperienze più apprezzate si segnala anche il cicloturismo, che unisce l’attività fisica alla scoperta del paesaggio. Strutture come l’agriturismo Casale Viridi di Narni hanno puntato su tour in bici per offrire soggiorni all’insegna del benessere e della scoperta dell’Umbria più autentica.

L’impegno di Coldiretti Umbria è rivolto a potenziare l’interconnessione tra agricoltura e accoglienza, consolidando la competitività delle imprese agrituristiche. In quest’ottica, risultano cruciali investimenti nella formazione del personale, nella promozione coordinata e nelle reti locali, per trasformare ogni struttura in un punto di riferimento stabile per il turismo rurale.

Allo stesso tempo, si rende necessario un potenziamento delle infrastrutture, in particolare nei trasporti e nelle comunicazioni digitali, per migliorare l’accessibilità delle aree rurali. Coldiretti richiama infine l’urgenza di un piano condiviso per la gestione della tassa di soggiorno, affinché i proventi siano destinati anche allo sviluppo dei territori agricoli, armonizzando le azioni dei vari Comuni umbri coinvolti nel sistema turistico.

Il comparto agrituristico umbro si conferma così uno degli asset strategici per la crescita del turismo regionale, puntando su esperienze autentiche, sostenibilità e valorizzazione del paesaggio come elementi chiave di attrazione.

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