Agricoltori in Piazza: Cinque Anni di Latitanza della Giunta Regionale

La mobilitazione degli agricoltori porta all'approvazione di un piano di interventi urgenti

Agricoltori in Piazza: Cinque Anni di Latitanza Giunta Regionale

Agricoltori in Piazza: Cinque Anni di Latitanza della Giunta Regionale

Dopo cinque anni di apparente inattività, la Giunta regionale è stata spinta ad agire dalla massiccia mobilitazione degli agricoltori. Questa protesta, alimentata da rabbia e indignazione, ha portato all’approvazione di un Piano di interventi urgenti contro i cinghiali e la peste suina africana.

La consigliera regionale Simona Meloni, capogruppo del Partito Democratico, ha espresso la sua preoccupazione per l’urgenza di questo atto, richiesto con forza da Coldiretti e arrivato poco prima della nuova scadenza elettorale regionale.

Secondo Meloni, la presidente Tesei e la sua maggioranza di destra hanno mostrato una certa inerzia negli ultimi cinque anni, ignorando le richieste dei produttori e ricordandosi di loro solo in occasione di spot elettorali. Le iniziative sono state concesse solo dopo veementi proteste di piazza.

L’agricoltura attende ancora iniziative e risposte sul fronte della semplificazione e del potenziamento della filiera zootecnica. Per quanto riguarda la sburocratizzazione, è necessario passare dalle parole ai fatti. In Consiglio regionale giace una mozione del Partito Democratico, firmata anche dal segretario Bori, che chiede procedure più snelle per ottenere finanziamenti, autorizzazioni, licenze e certificazioni.

Agricoltori in Piazza: Cinque Anni di Latitanza della Giunta Regionale

Per la filiera zootecnica, non sono mancati gli appelli, gli allarmi e i suggerimenti del Partito Democratico. Tuttavia, questi sono caduti nel vuoto. A partire dagli interventi richiesti sul prezzo del latte, i cui mancati impegni rischiano di non tutelare gli allevatori. Oppure per la silvicoltura. E infine per quanto riguarda la tutela della carne Chianina.

Meloni ha recentemente presentato una mozione, firmata anche da Tommaso Bori, per chiedere di aprire un tavolo di confronto con gli allevatori per inquadrarne le problematiche al fine di individuare soluzioni efficaci. Serve anche un confronto con la grande distribuzione regionale, le associazioni di categoria e gli allevatori del comparto per realizzare un progetto corale e collaborativo tra le parti.

Sono necessarie anche campagne di sensibilizzazione, di corretta informazione e di valorizzazione di questa pregiata carne, che in Umbria conta su 16.734 capi allevati in 535 allevamenti iscritti all’Anabic. Un comparto che alimenta economie circolari e che, a livello di sicurezza, non ha eguali al mondo.

L’auspicio è che gli impegni per il comparto vengano adottati quanto prima senza costringere gli operatori a scendere in piazza.

1 Commento

  1. cioè fatemi capire, questi fanno proprie le istanze della Coldiretti, quella confederazione che i loro capi centrali dichiarano smaccatamente filo governativa??? leggero corto circuito o altro???

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