Soccorso alpino e speleologico, illustrato disegno di legge della giunta regionale

 
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Soccorso alpino e speleologico, illustrato disegno di legge della giunta regionale

Il disegno di legge di iniziativa della Giunta regionale “Disposizioni in materia di soccorso alpino e speleologico” è stato illustrato questa mattina alla Terza commissione, presieduta da Eleonora Pace, dal responsabile della Sezione “Assistenza ospedaliera. Ricerca e innovazione” di Palazzo Donini, Alessandro Montedori. La proposta di legge comprende 10 articoli ed ha la finalità di valorizzare e potenziare il “Soccorso Alpino Speleologico dell’Umbria – Servizio regionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico” (Sasu – Cnsas), per riconoscerne il valore operativo anche in virtù di un rapporto con la Sanità regionale già esistente nell’ambito del Servizio di Emergenza-Urgenza 118, che si punta a rafforzare.

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La norma disciplina le varie attività svolte dall’Associazione Sasu – Cnsas e la loro collocazione all’interno del sistema di emergenza urgenza 118. Il Sasu – Cnsas, in forza di una convenzione con la Regione firmata nel 2015, collabora con Centrale operativa unica regionale (Cour 118) per gli interventi H24 di soccorso, recupero e trasporto sanitario e non, in ambiente montano, ipogeo ed in ogni altro ambiente ostile ed impervio, a favore di chiunque si trovi in qualsiasi ambito del territorio regionale. La collaborazione instaurata ha superato positivamente la fase di sperimentazione ed ha potenziato il servizio di emergenza-urgenza regionale, come attestato dai direttori che si sono succeduti alla guida della Cour 118.

Di fatto viene così garantito il soccorso sanitario universale in ambienti particolarmente ostili accessibili con personale appositamente formato e specificatamente attrezzato. Il monitoraggio ha rivelato che il sistema umbro dell’emergenza-urgenza si è così posizionato su un livello pari a quello delle regioni limitrofe, dove la collaborazione col rispettivo soccorso alpino regionale era già in atto da tempo, in quanto prevista da apposite leggi regionali. Il Sasu – Cnsas dispone di circa 100 volontari, con diverse specializzazione (come tecnico di centrale operativa; coordinatore di operazioni di ricerca; tecnico di ricerca; tecnico di soccorso in pista; tecnico disostruttore; tecnico speleosubacqueo; pilota di sistemi aeromobili a pilotaggio remoto…) che vengono mantenute seguendo onerosi corsi di formazione nazionali.

Ha sei sedi nella regione e nove postazioni di dislocamento dei mezzi necessari a raggiungere le zone impervie. La convenzione del 2015 prevedeva 150mila euro all’anno dalla Regione per le spese relative ai mezzi, all’attrezzatura, alla formazione e alle coperture assicurative dei volontari. La nuova legge prevede di aumentare a 250mila euro l’importo della convenzione perché gli interventi sono notevolmente aumentati, così come il numero dei volontari e la loro specializzazione: è stata anche introdotta la figura del tecnico volontario specializzato che dovrà operare nella centrale operativa del 118 per coordinare gli interventi.

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