Covid-19 virologo Pregliasco, scuola sicura ma valutare riorganizzazione

si può agire su ingressi e prevedere 50% di didattica a distanza

 
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Covid-19 virologo Pregliasco, scuola sicura ma valutare riorganizzazione

Covid-19 virologo Pregliasco, scuola sicura ma valutare riorganizzazione

Esperto Cts Lombardia, ‘si può agire su ingressi e prevedere 50% di didattica a distanza per ragazzi più grandi’. “La scuola è un luogo sicuro” e “sicuramente i ragazzi stanno meglio” in classe “che non a oziare in un parco o a bighellonare in un centro commerciale”. Fatta questa premessa, però, in un’ottica di contenimento dei contagi da Covid-19 va considerato che “il problema sono gli arrivi e le uscite.

Quindi si tratterà a mio avviso di riorganizzare magari gli ingressi, garantendo l’attività in presenza dei ragazzi più giovani e prevedendo magari un 50% di attività didattica a distanza per i più grandi, in università” o nelle fasce d’età in cui “possono comunque essere autonomi e non creare problemi alle famiglie”.

Lo ha spiegato ad ‘Agorà’ su Rai3 il virologo dell’università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, componente del Comitato tecnico scientifico della Lombardia che si riunirà – a quanto si apprende nel targo pomeriggio – per valutare nuove restrizioni.

‘Nessuna attività è a rischio zero, va capito cosa è indispensabile e cosa no’

Nessuna delle nostre attività è a rischio zero“, ha precisato Pregliasco. “Ogni contatto è un rischio potenziale di infezione, non esiste un manuale preciso ed è questa la difficoltà per tutti i decisori politici rispetto a cosa fare”. Tuttavia, “è il buonsenso che ci dice che tutte le condizioni di assembramento in qualche modo facilitano i contagi”.

A livello scolastico – ripete il virologo – ritengo che le procedure” interne agli istituti “garantiscano una sicurezza adeguata, così come c’è sicurezza all’interno degli ospedali”. Per il direttore sanitario dell’Irccs Galeazzi di Milano “è importante ribadirlo, perché cominciamo a vedere dei pazienti che esitano a venire in ospedale e trascurano le altre patologie che comunque ci sono“.

“Anche sul lavoro, in alcune situazioni e tipologie di attività il rischio c’è – ha aggiunto l’esperto – perché durante l’attività lavorativa si abbassa il livello di attenzione e ci si abitua al rischio. Anche in questo caso c’è poi il problema dei trasferimenti”, quindi si tratta di “dover calibrare ciò che non si può fermare per le esigenze sociali ed economiche, e ciò che invece può essere trascurato proprio nell’ottica di evitare situazioni senza controllo”. Quanto infine all’ambito familiare, per Pregliasco “in famiglia il rischio è che, abbassando le difese, non stiamo attenti come lo stiamo attenti”.

(Opa/Adnkronos Salute)

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