Sciopero dei treni, macchinisti e capitreno fermi per 24 ore

Sciopero dei treni

Sciopero dei treni, macchinisti e capitreno fermi per 24 ore

Intercity, lavoro e sicurezza al centro della mobilitazione:

📌 FLASH NEWS – Sciopero dei treni il 7 e 8 settembre: macchinisti e capitreno dell’Assemblea Nazionale PdM/PdB si fermano per 24 ore. Al centro della protesta: lavoro, sicurezza, salari e contrarietà alla divisione degli Intercity in lotti.


Sciopero di 24 ore il 7 e 8 settembre

Macchinisti e capitreno dell’Assemblea Nazionale PdM/PdB incroceranno le braccia per 24 ore tra lunedì 7 e martedì 8 settembre. La mobilitazione è stata annunciata con un documento datato 14 agosto 2026 e mette al centro una serie di rivendicazioni riguardanti occupazione, condizioni di lavoro, salute, sicurezza e futuro del servizio ferroviario pubblico.

La protesta viene sostenuta anche dalle sigle di base che condividono la piattaforma dell’Assemblea Nazionale PdM/PdB. Nel documento che annuncia lo sciopero, macchinisti e capitreno indicano tra le principali ragioni della mobilitazione la difesa del posto di lavoro e la richiesta di maggiori garanzie per il personale.

Al centro della vertenza viene collocata anche la salvaguardia del servizio ferroviario pubblico, con particolare riferimento alle prospettive del segmento Intercity.

Intercity, contestata la divisione in tre lotti

Uno dei punti principali della protesta riguarda infatti la decisione di suddividere il servizio Intercity in tre lotti da mettere a gara. Secondo l’Assemblea Nazionale PdM/PdB, questa impostazione rischierebbe di favorire una progressiva frammentazione del sistema ferroviario nazionale.

I promotori dello sciopero contestano inoltre la bocciatura alla Camera della clausola sociale, ritenuta uno strumento necessario per garantire adeguate protezioni occupazionali e normative a macchinisti e capitreno nel caso di un eventuale cambio di gestore.

La preoccupazione espressa riguarda quindi non soltanto l’organizzazione futura del servizio Intercity, ma anche le conseguenze che eventuali cambiamenti potrebbero determinare per chi lavora quotidianamente sui treni.

Il timore di un precedente per Regionale e Alta Velocità

Nel documento viene sottolineato che la questione, secondo l’Assemblea Nazionale PdM/PdB, non sarebbe circoscritta agli Intercity. I lavoratori temono infatti che il modello possa costituire un precedente applicabile successivamente ad altri segmenti del sistema ferroviario.

Viene richiamato in particolare il trasporto Regionale, già interessato dal sistema delle gare, mentre tra le prospettive temute viene indicata anche una possibile futura estensione del modello all’Alta Velocità.

È proprio il rischio di una progressiva frammentazione del sistema uno degli elementi sui quali viene costruita la piattaforma della mobilitazione prevista per settembre.

Il precedente indicato nel settore Cargo

L’Assemblea Nazionale PdM/PdB richiama anche quanto avvenuto nel settore Cargo, considerato dai promotori dello sciopero un precedente significativo. Nel documento si fa riferimento alla frammentazione avviata con gli accordi del 2016, descritta come un processo che avrebbe anticipato una privatizzazione di fatto.

Secondo quanto sostenuto dai lavoratori, quel percorso avrebbe prodotto conseguenze sugli organici e sulle condizioni di lavoro. Per questa ragione viene chiesto che la stessa impostazione non venga trasferita al trasporto ferroviario passeggeri.

Contestualmente, la piattaforma dello sciopero contiene la richiesta di una marcia indietro anche nel settore Cargo, tornando quindi sulle scelte compiute negli anni precedenti.

Le preoccupazioni per lavoratori e passeggeri

Nella posizione espressa dall’Assemblea Nazionale PdM/PdB vengono evidenziate anche le possibili ripercussioni che, secondo i promotori della protesta, una maggiore frammentazione potrebbe determinare sia sul personale sia sull’utenza.

Sul versante occupazionale vengono indicati i rischi rappresentati da riduzione degli organici, contratti meno favorevoli, turni più pesanti e diminuzione delle tutele. Per i passeggeri, invece, la preoccupazione riguarda la possibilità di un sistema ferroviario suddiviso tra più soggetti e quindi più complesso da coordinare.

Nel documento vengono citati in particolare servizi, coincidenze, tariffe e manutenzioni, aspetti che secondo l’Assemblea potrebbero risentire della frammentazione. La critica avanzata dai promotori è che una simile organizzazione finirebbe per attribuire un peso crescente alle logiche economiche e di profitto.

Salari e responsabilità di macchinisti e capitreno

Lo sciopero del 7 e 8 settembre porta inoltre al centro della discussione il tema delle retribuzioni di macchinisti e capitreno. I lavoratori chiedono un riconoscimento salariale che tenga conto delle competenze richieste e delle responsabilità connesse alle rispettive mansioni.

Secondo quanto riportato nella piattaforma, tale riconoscimento sarebbe fermo da oltre vent’anni. La questione salariale viene quindi inserita in una vertenza più ampia, che comprende sia gli aspetti economici sia l’organizzazione quotidiana del lavoro ferroviario.

L’obiettivo dichiarato è ottenere condizioni ritenute maggiormente adeguate alle funzioni e alle responsabilità esercitate dal personale che conduce i convogli e presta servizio a bordo.

Turni, riposi e pasti nella piattaforma dello sciopero

Un altro capitolo centrale riguarda salute e sicurezza dei lavoratori. L’Assemblea Nazionale PdM/PdB chiede una normativa capace di garantire concretamente condizioni di lavoro sostenibili.

Tra le questioni indicate figurano turni e orari, riposi adeguati e garanzia dei pasti. La posizione espressa nel documento collega direttamente questi elementi alla sicurezza complessiva dell’attività ferroviaria.

Secondo i promotori della mobilitazione, infatti, la sicurezza dei treni non può essere separata dalle condizioni nelle quali operano ogni giorno macchinisti, capitreno e personale ferroviario. La tutela della salute viene quindi considerata parte integrante delle misure necessarie per assicurare lo svolgimento del servizio.

La difesa del servizio ferroviario pubblico

La mobilitazione annunciata per lunedì 7 e martedì 8 settembre riunisce dunque diverse rivendicazioni: dalla tutela dell’occupazione alla contrarietà alla frammentazione degli Intercity, fino alle richieste su salari, turni, riposi, pasti, salute e sicurezza.

L’Assemblea Nazionale PdM/PdB ribadisce come obiettivo della protesta la difesa della ferrovia quale servizio pubblico essenziale, contestando un modello basato sulla divisione delle attività e sulla loro assegnazione attraverso differenti gare.

La piattaforma si chiude con tre messaggi che sintetizzano la posizione dei promotori della protesta: i treni, il lavoro, la salute e la sicurezza non devono essere svenduti. Su questi temi macchinisti e capitreno chiamano alla mobilitazione di 24 ore prevista tra il 7 e l’8 settembre.

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