Innovazione agricola, sei milioni per le imprese dell’Umbria

Innovazione agricola, sei milioni per le imprese dell'Umbria

Bando regionale finanzia progetti pilota fino a 300mila euro

📌 FLASH NEWS – La Regione Umbria stanzia 6 milioni di euro per progetti pilota nei settori agricolo, agroalimentare e forestale. Contributi al 100%, progetti da 100mila a 300mila euro. Le domande sul portale SIAN entro il 30 settembre 2026.


La Regione Umbria mette a disposizione 6 milioni di euro per sostenere l’innovazione nelle imprese agricole, agroalimentari e forestali. L’obiettivo è trasferire tecnologie, processi produttivi e nuovi modelli organizzativi dai luoghi della ricerca direttamente alle aziende, permettendo di verificarne l’efficacia nelle condizioni reali di lavoro.

Le risorse arrivano dall’Avviso pubblico relativo all’intervento SRG08 – “Sostegno ad azioni pilota e di collaudo dell’innovazione”, inserito nel Complemento di Sviluppo Rurale per l’Umbria 2023-2027. Il sostegno previsto raggiunge il 100% della spesa ammissibile, mentre ciascun progetto potrà avere un valore compreso tra 100mila e 300mila euro.

Le domande dovranno essere trasmesse esclusivamente attraverso il portale SIAN entro il 30 settembre 2026.

Dalla ricerca alle aziende agricole umbre

La misura regionale nasce con l’intento di ridurre la distanza tra il mondo della ricerca e quello delle imprese. Le innovazioni dovranno essere sperimentate direttamente nelle realtà produttive umbre, verificando sul campo la possibilità di utilizzarle e adattarle alle caratteristiche del territorio e delle differenti filiere.

L’assessora regionale all’Agricoltura Simona Meloni ha spiegato che la Regione punta a trasformare l’innovazione in uno strumento concretamente disponibile per chi opera quotidianamente nei campi e nel settore agroalimentare.

Secondo l’assessora, lo stanziamento di sei milioni di euro rappresenta un investimento destinato ad accompagnare il sistema agricolo regionale verso soluzioni in grado di migliorarne competitività, capacità di adattamento e qualità delle produzioni.

Il principio alla base dell’intervento è quindi quello di evitare che tecnologie e conoscenze rimangano circoscritte agli ambienti scientifici, favorendone invece l’applicazione nelle attività produttive.

Tecnologie, processi e nuovi modelli organizzativi

Il bando non è limitato a una sola tipologia di innovazione. I progetti potranno riguardare nuovi prodotti, processi produttivi, tecnologie e strumenti digitali, ma anche differenti modelli di organizzazione e gestione delle attività.

Potranno inoltre essere prese in considerazione pratiche tradizionali ripensate e utilizzate in contesti differenti rispetto a quelli originari.

L’intervento è rivolto in particolare alle innovazioni già sviluppate attraverso la ricerca scientifica oppure maturate in altri ambiti e che necessitano di una fase di sperimentazione, adattamento e collaudo nelle specifiche condizioni produttive e territoriali dell’Umbria.

La verifica sul campo assume quindi un ruolo centrale. Le soluzioni dovranno dimostrare di poter funzionare all’interno delle aziende e delle filiere regionali e, successivamente, essere diffuse anche oltre le realtà direttamente coinvolte nella sperimentazione.

Progetti da 100mila a 300mila euro

Ogni proposta dovrà avere un valore economico non inferiore a 100mila e non superiore a 300mila euro. I progetti non potranno essere presentati da un singolo soggetto, perché il bando prevede obbligatoriamente la costituzione di un partenariato.

Dovranno partecipare almeno due soggetti giuridici distinti, appartenenti ad almeno due differenti categorie del sistema della conoscenza e dell’innovazione in agricoltura, l’AKIS. All’interno di ciascun partenariato dovrà inoltre essere presente obbligatoriamente almeno un’impresa agricola o forestale.

La struttura prevista dall’avviso mira così a mettere in relazione soggetti con esperienze e competenze differenti, facendo incontrare direttamente il mondo produttivo con quello della ricerca e della conoscenza.

Imprese, ricerca e organizzazioni insieme

La platea dei possibili partecipanti comprende imprese agricole, forestali e agroalimentari, associazioni di produttori, organizzazioni interprofessionali ed enti di ricerca pubblici e privati.

Possono essere coinvolti anche soggetti proprietari o gestori di boschi, enti strumentali, società in house della Regione Umbria e ulteriori attori appartenenti al sistema dell’innovazione rurale.

Per Simona Meloni, proprio la collaborazione costituisce uno degli elementi qualificanti della misura. L’obiettivo indicato dalla Regione è costruire un collegamento stabile tra chi produce, chi sviluppa ricerca e chi dispone delle competenze necessarie per trasferire conoscenze e innovazioni nel comparto agricolo.

Le imprese sono chiamate ad avere un ruolo centrale, anche perché il contatto quotidiano con le attività produttive permette loro di individuare direttamente esigenze, difficoltà operative e problemi sui quali sperimentare nuove risposte.

Risultati destinati all’intero comparto

La Regione punta anche a evitare che quanto sviluppato attraverso i finanziamenti rimanga limitato ai singoli partenariati. I progetti dovranno produrre esperienze replicabili e conoscenze trasferibili, in modo che i risultati possano rappresentare una risorsa utilizzabile da una platea più ampia di aziende.

Per questo motivo l’avviso stabilisce che le iniziative comprendano specifiche attività di dimostrazione, divulgazione e trasferimento dei risultati.

Le innovazioni sperimentate dovranno quindi essere illustrate e rese conoscibili anche al di fuori dei gruppi che avranno realizzato i progetti. La diffusione delle conoscenze diventa così parte integrante dell’intervento finanziato.

Il percorso previsto non termina dunque con il collaudo della singola soluzione, ma comprende anche la fase attraverso la quale quanto verificato sul campo potrà essere messo a disposizione del sistema agricolo regionale.

Procedure semplificate per ridurre gli adempimenti

Un’altra componente dell’avviso riguarda la semplificazione amministrativa, pensata per ridurre il peso degli adempimenti connessi alla gestione dei progetti.

Per i costi diretti relativi al personale potranno essere utilizzati, nei casi previsti, costi unitari standard. Sull’importo ammissibile sarà inoltre possibile applicare un tasso forfettario del 40% destinato alla copertura delle altre spese.

Questo sistema permetterà di evitare la rendicontazione analitica delle singole voci comprese nel forfait. L’impostazione, secondo quanto indicato dall’assessora Simona Meloni, punta a concentrare maggiormente energie e competenze sulle attività progettuali e sull’innovazione da sperimentare.

Durata massima fissata a 24 mesi

I progetti finanziati potranno avere una durata massima di 24 mesi. Durante questo periodo i partenariati dovranno sviluppare le attività previste, verificare concretamente le innovazioni e organizzare le iniziative necessarie per divulgarne gli esiti.

L’intervento regionale combina quindi sostegno economico, sperimentazione sul campo e trasferimento delle conoscenze, coinvolgendo direttamente le imprese nelle attività di verifica delle soluzioni.

La scadenza decisiva è fissata al 30 settembre 2026. Entro quella data le candidature dovranno essere presentate esclusivamente tramite il portale SIAN, secondo quanto previsto dall’Avviso pubblico SRG08 del Complemento di Sviluppo Rurale per l’Umbria 2023-2027.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*