Un’anteprima da brividi per Umbria Jazz 2026 con la divina Serena Brancale l’inarrestabile Klem

Un’anteprima da brividi per Umbria Jazz 2026 con la divina Serena Brancale l’inarrestabile Klem
Foto di Rita Paltracca

Un’anteprima da brividi per Umbria Jazz 2026 con la divina Serena Brancale l’inarrestabile Klem

Concerto gratuito in piazza IV Novembre regalato alla città dalla CNA

di Antonella Valoroso
C’è una differenza sostanziale tra i grandi artisti e i mediocri. I primi riconoscono il talento quando lo incontrano e non hanno paura di condividere il palco con chi probabilmente andrà ancora più lontano di loro. Sanno che la luce, quando è autentica, non si divide: si moltiplica. I secondi, invece, cercano spesso di oscurare chi potrebbe brillare più di loro, temendo di perdere spazio.

Per questo l’anteprima di Umbria Jazz 2026, andata in scena la sera del 2 luglio in una gremitissima piazza IV Novembre, è stata anche una piccola lezione di stile. Serena Brancale ha scelto infatti di affidare l’apertura di tutte le date del suo tour «Sacro» a un giovanissimo artista emergente: Klem. Una scelta che racconta molto della musicista pugliese, del suo carattere e della sua idea di musica.

E quando Klem sale sul palco, la domanda nasce spontanea: chi è questo ragazzo capace di conquistare la piazza nel giro di pochi minuti?

Dietro il nome d’arte si nasconde Clemente Mezzacapo, classe 1998, originario della provincia di Caserta. Cantautore, ballerino e performer, vincitore della 66ª edizione del Festival di Castrocaro, arriva sul palco con una preparazione rara: laurea e diploma in Conservatorio, studi di pianoforte, formazione nel canto pop, lirico e jazz, oltre a un lungo percorso nella danza. Tutto questo si vede e si sente.

Klem non si limita a cantare. Interpreta, danza, costruisce lo spettacolo con una naturalezza che richiama i grandi performer internazionali ai quali si ispira, da Beyoncé a Jennifer Lopez. Le coreografie, curate personalmente, si fondono con la voce e con un’energia che elettrizza il pubblico. I ragazzi e le ragazze under 16 già lo conoscono e Io amano. Al resto del pubblico basta una canzone per entrare nella fanbase. Brani come «Tutta la notte» mostrano un artista già maturo, capace di dominare il palco senza mai apparire costruito. Ma sono le sue rivisitazioni del repertorio classico partenopeo a infiammare Perugia.

Quando poi arriva LEI, l’atmosfera cambia ancora.

Più che Serena, è una Sirena. La voce incanta, calda e potente, mentre la sua presenza scenica cattura lo sguardo. Elegante, magnetica, ironica, entra in scena trasformando piazza IV Novembre in una grande festa collettiva.

L’effetto è quello della moltiplicazione della bellezza: sul palco si muove una vera comunità di musicisti, coristi e ballerini che riempiono lo spazio di colori, ritmo e sorrisi, mentre la piazza risponde facendo eco a ogni parola.

Il repertorio è quello che il pubblico attendeva con impazienza. Arrivano «Anema e Core», «La Zia», «Andamento Lento» e naturalmente «Qui con me», insieme ai brani del nuovo progetto discografico «Sacro», che mescola soul, jazz, tradizione mediterranea e scrittura contemporanea in una cifra stilistica ormai inconfondibile.

La trovata più intelligente, però, è anche la più semplice.

Lo spettacolo si apre e si chiude con «Al mio paese», il brano realizzato insieme a Levante e Delia. Ma tra l’inizio e il finale cambia tutto: le luci, l’atmosfera, gli abiti di scena, i colori, perfino il modo in cui il pubblico vive quella stessa canzone. Così anche chi è arrivato in ritardo -e arrivare in piazza ieri sera era un’impresa non da poco- ha potuto vivere il momento più atteso ballando insieme alla piazza.

Quello di Brancale è stato uno spettacolo costruito con intelligenza dalla prima all’ultima nota. Senza lasciare nulla al caso. Un grande show in cui ogni dettaglio ha contribuito a creare un racconto. Come le perline colorate di una collana che non costa nulla ma che splende più di un collier di diamanti (dai quali, peraltro, come insegna Faber, «non nasce niente»).

Il concerto di Klem e Brancale è stato donato alla città e al mondo dalla CNA. Perché ci sono concerti per quali c’è un biglietto da pagare. E altri che non hanno prezzo perché sono un regalo. Grazie dunque a tutti: a Serena Brancale, alla CNA, e a Klem (in ordine alfabetico). E grazie al pubblico perché, come ha puntualizzato Klem sul palco: «Senza il pubblico non c’’è show».

Se questo è l’inizio, Umbria Jazz 2026 sarà davvero l’edizione delle meraviglie.

E non c’è da stupirsi perché la regia invisibile di questa edizione è firmata da Dario Fo (e da Franca Rame).

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