I cantieri di ammodernamento bloccano la ferrovia a Perugia
Lo stop estivo e il piano dei cantieri
Perugia, 18 giugno 2026 – La circolazione ferroviaria lungo la tratta settentrionale della ex Fcu ha subito un blocco totale che si protrarrà per tutta la stagione estiva. Il provvedimento di sospensione delle corse interessa nello specifico il collegamento compreso tra le stazioni di Città di Castello e Ponte San Giovanni. Il blocco è scattato formalmente nel corso della scorsa settimana e rimarrà in vigore fino alla fine dell’estate, rendendo necessaria la riorganizzazione della mobilità locale per diverse settimane.
Le motivazioni dello stop risiedono nella necessità di eseguire profondi interventi di rinnovo strutturale e tecnologico sull’intero tracciato ferroviario umbro. Le squadre di operai lavoreranno a pieno ritmo per garantire il rispetto del cronoprogramma ufficiale. La ripresa del servizio ordinario è fissata per il prossimo 6 settembre, data in cui i convogli torneranno a viaggiare regolarmente sulla linea rinnovata. Successivamente a quel giorno, l’avanzamento dei lavori residui non comporterà più alcuna chiusura totale della linea, consentendo la coesistenza delle attività di cantiere con il traffico dei passeggeri.
Investimenti e tecnologie per la sicurezza
L’operazione in corso rientra in un piano di potenziamento dal valore finanziario complessivo di oltre 100 milioni di euro. Gli interventi non si limitano alla sola sostituzione degli armamenti e alla manutenzione dei binari usurati, ma puntano alla modernizzazione digitale dell’infrastruttura. Il fulcro del rinnovamento è rappresentato dall’installazione del sistema ERTMS, lo standard europeo per la gestione e il controllo della marcia dei treni.
Questo nuovo impianto tecnologico permetterà di supervisionare la movimentazione ferroviaria direttamente da remoto, incrementando i livelli di sicurezza. Per rendere operativo il meccanismo, lungo il percorso sono già state posizionate quindici antenne specifiche per la trasmissione dei dati. A queste si aggiungono otto nuovi fabbricati tecnologici strategici realizzati a supporto della rete. L’introduzione di tali tecnologie garantirà una sensibile riduzione dei tempi di percorrenza tra Città di Castello e Perugia, determinando contemporaneamente un incremento della frequenza quotidiana delle corse ferroviarie.

Visto che si fanno tutti questi lavori su questa linea ferroviaria della FCU, forse sarebbe stata l’occasione buona per raddoppiarne i binari. O forse c’è chi è sempre convinto che non sia necessario fare un doppio binario allo scopo di realizzare la cosiddetta “Metropolitana di Superficie” ? Ma proprio a nessuno viene in mente che la frequenza dei treni e la loro velocità siano fortemente vincolate dalla presenza di un solo binario ? La colpa della bassa velocità è dei passaggi a livello e di motrici non sufficientemente potenti ? Non sarà invece vero che, data l’impenetrabilità dei corpi, avere dei treni che viaggiano avanti e indietro nel medesimo binario pone delle sfide insuperabili con la sola presenza dei binari di scambio nelle stazioni di partenza e fermata di questa FCU ? Quello che meraviglia è che queste limitazioni cinematiche e dinamiche, della linea a binario unico, non vengano neanche discusse. Eppure le competenze ci sono a Perugia: abbiamo facoltà di ingegneria, di fisica, di matematica, istituti tecnici…
Sig. Silvano lei fa affermazioni ragionevoli, logiche ma, purtroppo, temo che non serva a nulla perchè l’Umbria ormai paga il prezzo di decenni in cui chi governava la Regione non aveva quella visione del futuro che è fondamentale per un buon amministratore. Evidentemente, era gente che non era mai uscita dalla propria Regione per visitare almeno il Nord Italia, ma non solo. Così, oggi l’Umbria si trova con infrastrutture obsolete che non aiutano certo lo sviluppo della Regione e, come se non bastassero gli errori del passato, oggi abbiamo chi dice NO, a prescindere, sia al Nodo che al Nodino stradale.