Il voto unanime dell’aula sostiene chi assiste i disabili
La massima assemblea cittadina del capoluogo umbro ha espresso un voto compatto a favore delle persone che assistono quotidianamente i propri congiunti con gravi disabilità o non autosufficienza. Una delibera cruciale ha ottenuto il via libera all’unanimità con ventisei preferenze favorevoli.
Il voto dell’aula a sostegno delle famiglie
L’atto è stato promosso dall’esponente di Fratelli d’Italia Nicola Volpi e punta a colmare un vuoto regolamentare che spesso penalizza chi si fa carico dell’assistenza continuativa all’interno delle mura domestiche. Il provvedimento mira a equiparare l’impegno di questi cittadini a una vera e propria attività professionale, garantendo tutele specifiche nell’accesso alle prestazioni pubbliche territoriali.
Nuovi criteri per l’accesso ai servizi sociali
La novità principale riguarda la modifica dei parametri per la definizione delle graduatorie comunali. Fino a oggi i regolamenti dell’ente locale privilegiavano la condizione dei genitori lavoratori nell’assegnazione dei posti per gli asili nido, i centri estivi e le mense scolastiche. La nuova mozione impegna formalmente la giunta guidata dal sindaco a rivedere tali meccanismi, introducendo punteggi prioritari per chi documenta la qualifica di assistente familiare. Questo passaggio intende eliminare una disparità indiretta che gravava su soggetti già sottoposti a forti carichi emotivi ed economici, riconoscendo l’alto valore sociale del loro operato a beneficio dell’intera collettività.
Il coordinamento con la Regione e i prossimi passi
Il documento approvato a Perugia non si limita all’ambito cittadino ma attiva una serie di richieste dirette ad altre istituzioni. Si sollecita infatti la Regione Umbria a stabilire linee guida omogenee per l’identificazione ufficiale di questa figura. Parallelamente, l’iniziativa promuove un’azione di stimolo verso il governo centrale tramite l’Associazione Nazionale Comuni Italiani per ottenere un quadro normativo nazionale più solido. L’obiettivo a lungo termine prevede il potenziamento dei legami operativi tra le strutture delle zone sociali, l’azienda sanitaria locale, il mondo della scuola e le realtà del terzo settore, così da strutturare in modo efficiente i percorsi assistenziali individuali.

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