Sanità Umbria, scontro sull’ipotesi di accorpamento delle Asl

Opposizioni all’attacco dopo il voto in Consiglio regionale

Si accende il confronto politico in Regione dopo la bocciatura della mozione che chiedeva di mantenere autonome e distinte le aziende sanitarie ASL Umbria 1 e ASL Umbria 2, oltre alle aziende ospedaliere di Perugia e Terni.

A intervenire con una nota congiunta sono stati i gruppi regionali di opposizione di Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tp-Uc, che parlano di una scelta destinata a penalizzare il territorio ternano.

“Disegno politico di accentramento”

Secondo i consiglieri di opposizione, il voto espresso in Assemblea legislativa rappresenterebbe la conferma di un progetto politico finalizzato all’accentramento delle funzioni sanitarie regionali.

Nel comunicato si sostiene che l’eventuale accorpamento delle Asl comporterebbe il trasferimento di centri decisionali e uffici fuori da Terni, con conseguenze dirette sui servizi sanitari, sull’occupazione e sul ruolo istituzionale del territorio.

Le opposizioni collegano inoltre la vicenda ad altre questioni che negli ultimi mesi hanno interessato la città, citando il progetto stadio-clinica, la situazione della Ternana Calcio, il trasferimento della Domus Gratiae e lo stop al nuovo ospedale pubblico.

Critiche ai consiglieri ternani della maggioranza

Nel documento vengono criticati anche alcuni esponenti della maggioranza regionale, accusati dalle opposizioni di non aver difeso gli interessi della città di Terni.

Tra i nomi citati figurano Stefania Proietti, l’assessore Enrico Melasecche, De Rebotti, Filipponi e Simonetti.

Secondo le opposizioni, il voto contrario alla mozione avrebbe rappresentato una scelta politica destinata a indebolire il peso istituzionale e amministrativo di Terni.

“Rischi anche per Perugia”

Nel finale della nota, Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tp-Uc sostengono che la questione non riguarderebbe soltanto Terni ma anche Perugia.

Secondo i gruppi di opposizione, infatti, anche il capoluogo regionale rischierebbe un ridimensionamento delle proprie funzioni strategiche in ambito sanitario qualora si arrivasse a una riorganizzazione delle aziende territoriali umbre.

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