Cinema: l’Umbria riforma la Film Commission per lo sviluppo

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 La nuova legge regionale promuove la cultura e l’economia

Perugia, 24 04 2026 –Il comparto dell’audiovisivo si attesta come un pilastro fondamentale per la crescita dell’Umbria. L’Assemblea legislativa ha ratificato un nuovo disegno di legge finalizzato a potenziare le capacità operative della Umbria Film Commission. Questa manovra legislativa non rappresenta un intervento isolato, bensì il fulcro di una strategia politica di ampio respiro volta a incrementare l’attrattività dei territori regionali per le grandi produzioni nazionali e internazionali. Attraverso l’ottimizzazione dei processi burocratici e gestionali, la regione punta a trasformare il proprio patrimonio paesaggistico e urbano in un set permanente capace di generare ricchezza e posti di lavoro qualificati.

L’efficacia della riforma risiede nella capacità di creare una rete capillare tra i diversi attori istituzionali. Il coinvolgimento diretto dell’Anci e delle singole amministrazioni comunali permetterà alla fondazione di operare con una capillarità senza precedenti. Questo coordinamento è essenziale per gestire al meglio l’accoglienza delle troupe e la logistica dei set, garantendo risposte rapide e servizi efficienti. La partecipazione dei territori non sarà solo passiva, ma diventerà parte integrante di un sistema di ospitalità professionale, dove ogni borgo e ogni città della provincia, da Perugia ai centri minori, potrà beneficiare della visibilità derivante dalle opere cinematografiche.

Il rafforzamento della Film Commission si traduce in un immediato vantaggio per l’indotto economico locale. Il settore cinematografico non riguarda infatti solo registi e attori, ma coinvolge una filiera vastissima che spazia dai trasporti alla ristorazione, fino alla ricettività alberghiera e alle maestranze specializzate. Grazie alla nuova normativa, l’Umbria acquisisce una maggiore competitività rispetto ad altre regioni, presentandosi come un interlocutore solido e tecnologicamente avanzato. L’innovazione nei modelli produttivi e il supporto costante alle imprese della filiera audiovisiva sono i binari su cui si muove questa riforma, pensata per attrarre capitali freschi e valorizzare il talento dei professionisti umbri.

Secondo le analisi istituzionali, l’audiovisivo deve essere considerato una leva di marketing territoriale insostituibile. La legge appena approvata mira a modernizzare il funzionamento interno della fondazione per garantire una maggiore agilità operativa. Questo cambio di passo è necessario per rispondere alle sfide di un mercato globale sempre più esigente. Non si tratta di una semplice modifica tecnica, ma di una chiara visione politica che identifica nella cultura e nella produzione di contenuti un driver di sviluppo industriale. L’obiettivo è creare un ecosistema dove l’arte incontra l’efficienza gestionale, rendendo il sistema regionale un punto di riferimento per l’innovazione creativa.

Infine, la riforma incentiva la sottoscrizione di protocolli d’intesa e convenzioni con soggetti pubblici e privati.  Questa organizzazione metodica trasforma l’intera regione in un polo produttivo d’eccellenza, dove la bellezza dei luoghi viene supportata da un’infrastruttura di servizi all’avanguardia, pronta a ospitare i grandi progetti del futuro cinematografico, come riferisce la nota di Francesco Filipponi (Pd) sull’approvazione della riforma di “Umbria film Commission” – da Assemblea Legislativa – Regione Umbria.

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