A Perugia cresce la preoccupazione per il disagio giovanile
Francesca Basilici, madre della giovane Asia, ha inviato una lettera alla redazione per denunciare pubblicamente una situazione che definisce insostenibile. Dopo aver vissuto un tentativo di suicidio da parte della figlia e tre accessi al pronto soccorso, la donna lamenta l’assenza di un percorso strutturato e continuativo da parte dei servizi competenti. Nonostante le segnalazioni e i confronti istituzionali, non è stato avviato un piano terapeutico stabile che possa garantire alla ragazza un accompagnamento adeguato.
Il silenzio che diventa incubo per una madre
La denuncia nasce da un episodio recente: la notizia di una ragazza ventenne che si è gettata nel fiume ha scatenato in Francesca ore di angoscia. In quel momento, Asia non rispondeva al telefono. Per una madre che ha già vissuto il dolore di un tentato suicidio, quel silenzio si è trasformato in un incubo concreto. La paura che la prossima telefonata possa cambiare la vita per sempre è diventata una costante.
Mancanza di presa in carico e ostacoli giuridici
La madre sottolinea come, nonostante l’ipotesi di un inserimento in struttura idonea, nulla sia stato concretamente definito. L’istanza di interdizione è stata rigettata, limitando la possibilità di intervenire nei momenti di maggiore criticità. Francesca evidenzia la difficoltà nel ricevere un supporto operativo chiaro e continuativo, anche nei confronti istituzionali già svolti. Non chiede trattamenti privilegiati, ma una tutela proporzionata alla fragilità riconosciuta della figlia.
Un carico emotivo che non può ricadere solo sulla famiglia
La donna ricorda di essere madre anche di una bambina piccola e di trovarsi a gestire un carico emotivo e organizzativo estremamente gravoso. Ritiene che tale peso non debba ricadere esclusivamente sulla famiglia, soprattutto in assenza di un sostegno adeguato da parte delle istituzioni. La sua richiesta è chiara: garantire attenzione e strumenti concreti prima che si verifichino conseguenze irreparabili.
Iniziative legali per tutelare i diritti della figlia
Con l’Avvocato Valeria Passeri, Francesca Basilici sta valutando le iniziative giudiziarie più opportune per tutelare i diritti e la sicurezza della figlia nelle sedi competenti. Non intende alimentare polemiche né attribuire responsabilità personali, ma desidera che la situazione venga rappresentata con chiarezza. La sua testimonianza è un appello accorato affinché nessuna madre debba vivere con la paura costante di perdere una figlia per mancanza di interventi tempestivi.
Un appello che non può restare inascoltato
La lettera di Francesca Basilici è un grido di allarme che richiama l’urgenza di una risposta concreta da parte delle istituzioni. La fragilità psicologica dei giovani non può essere affrontata con strumenti frammentari o interventi episodici. Serve una presa in carico strutturata, coordinata e continuativa, capace di garantire il diritto alla cura e alla sicurezza. Perché, come scrive Francesca, non si può aspettare la tragedia per intervenire.

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