Suolo: ministero (MASE) taglia fondi, De Luca attacca governo

Suolo: ministero (MASE) taglia fondi, De Luca attacca governo

Clima: tagli per 20 mln, a Perugia stop a nuovi progetti 

PERUGIA, 29 gennaio 2026 – La scure del Governo Meloni si abbatte con decisione sulle politiche di adattamento climatico, innescando una durissima reazione istituzionale da parte della Regione Umbria. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha infatti ratificato un drastico ridimensionamento del fondo destinato al contrasto del consumo di suolo, sottraendo 20 milioni di euro per ciascuna delle annualità comprese nel biennio 2026-2027. La decisione, maturata tra le pieghe della Legge di bilancio pluriennale, impone una rimodulazione al ribasso del 25% su tutte le risorse già ripartite tra i territori, mettendo seriamente a rischio la pianificazione della messa in sicurezza dei centri abitati, come riporta il comunicato dell’ Agenzia Umbria Notizie Regione Umbria.

Le ripercussioni di questa manovra economica si fanno sentire immediatamente a Perugia e in tutto il comprensorio umbro. Solo poche settimane fa, l’amministrazione regionale aveva licenziato un bando da quasi 3,8 milioni di euro, specificamente pensato per supportare i Comuni in operazioni di rigenerazione urbana. Il programma prevedeva interventi massicci di de-impermeabilizzazione dei suoli, bonifiche di aree degradate e lo sviluppo di boschi cittadini per mitigare l’effetto “isola di calore”. Ora, con la comunicazione ufficiale giunta da Roma, l’intero piano di investimenti dovrà essere rivisto, con il rischio concreto di dover stralciare progetti già pronti per essere cantierizzati nelle zone più vulnerabili della regione.

L’assessore Thomas De Luca non ha usato mezzi termini per definire la gravità della situazione. Secondo l’esponente della giunta umbra, sottrarre ossigeno finanziario alla prevenzione del dissesto idrogeologico è una scelta politica pericolosa e fuori dal tempo. De Luca ha evidenziato il paradosso di un Governo che decide di tagliare i fondi per la tutela del territorio proprio mentre i bollettini di cronaca segnalano i danni causati da eventi meteorologici estremi, come dimostrato dalla recente e drammatica frana che ha colpito Niscemi. Per l’assessore, frenare le opere di forestazione e il recupero delle superfici drenanti significa lasciare i cittadini esposti alla furia delle alluvioni lampo, impedendo alle città di evolvere verso modelli più resilienti.

Il timore espresso dai tecnici regionali riguarda la tenuta complessiva del sistema di protezione civile e ambientale. Gli accordi previsti dal DM 2/2025 subiranno una contrazione che vanifica gli sforzi di programmazione a lungo termine. Mentre il mondo scientifico invoca maggiori investimenti per fronteggiare la crisi climatica, la realtà dei fatti parla di una riduzione degli stanziamenti che colpisce direttamente la capacità degli enti locali di rispondere alle emergenze. Il depauperamento del fondo per il suolo rischia così di diventare un precedente allarmante per tutte le regioni italiane, costrette a fronteggiare minacce crescenti con strumenti economici sempre più esigui e incerti.

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